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A Salim manco la premeditazione, tutti i musulmani colpevoli? e Vannacci: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: Il confronto con l’ebreo accusato di tentato omicidio sull’Anpi, l’addio di Laura Ravetto a Salvini e la Flotilla

A Salim manco la premeditazione, tutti i musulmani colpevoli? e Vannacci: quindi, oggi…

- C’è chi si lamenta che la Rai stia vendendo alcuni suoi palazzi storici ma non stia “investendo in cultura”. Direi che le nostre povere casse pubbliche, anziché investire in film inutili e robe dal ritorno economico prossimo allo zero, dovrebbero occuparsi di strade, ponti, infrastrutture digitali. Il resto verrà, quando avremo di nuovo il grano.

- Capisco i genitori di Salim El Koudri e la vergogna che provano oggi. La colpa dei figli non ricada sui padri, quali che siano gli errori che possono aver commesso.

- Laura Ravetto fa come Marianna Madia: molla il partito di provenienza e si accasa altrove. In questo caso l’ex leghista, che prima era pure ex berlusconiana ma s’era convinta che Salvini fosse il nuovo approdo liberale, svolta ancora più a destra e va con Vannacci. La cosa ha senso? Boh. Per il generale è un colpo non indifferente, anche se non credo che Ravetto sposti chissà quanti voti. Però dà il senso di un partito che pian piano si sta strutturando. Comunque, amici miei: le elezioni sono proprio alle porte e lo si capisce da questi primi movimenti.

- Il caso dei sub delle Maldive è tremendo. Morire in quel modo dev’essere tragico. Spero per loro che sia successo qualcosa che li ha colti di sorpresa e che non si siano davvero persi, finendo così l’ossigeno prima di riuscire a risalire. Perché al solo pensiero di quanto possano essere angoscianti quei lunghi minuti in cui sai che sta per finire l’ossigeno ma non trovi la via di fuga, mi viene l’angoscia.

- Erano autorizzati ad andare laggiù? Non lo so. Lo scopriremo. Ma sinceramente insistere conta veramente poco. Hanno fatto male solo a loro stessi e ci hanno rimesso la vita. Fine. Basta così. Inutile accanirsi col marito della ricercatrice Montefalcone. Il quale, peraltro, non ha neppure nominato un avvocato: “Non capisco a cosa mi serva. Certo, se un giorno le autorità dovessero individuare delle responsabilità da parte di qualcuno, che so, nelle bombole, mi porrò il problema”. Coraggioso.

- Ogni procura è a sé stante. E non voglio entrare nel merito. Però, dico però, all’ebreo che ha sparato con la pistola a pallini contro due dell’Anpi è stato contestato nell’immediato il “tentato omicidio” (tentato omicidio! Con due pallini…), mentre per Salim El Koudri il fatto che avesse un coltello con sé non basta per contestare l’aggravante della premeditazione. Solo a me sembra strano?

- A Roma vendono un posto auto a 260mila euro. Ha senso? Sì. È il mercato. E chi ha i soldi fa bene a spenderli per godersi la comodità di un parcheggio in centro. Certo: poi pensi a quanti Uber potresti prenderti con quei 260mila euro, ed è vero. Ma se hai una Ferrari da parcheggiare magari il gioco vale la candela.

- La Flotilla si ferma qui. L’Idf intercetta tutte le barche e mette fine a questa inutile pagliacciata. Uno spreco di risorse immane. Soldi che potrebbero essere sicuramente meglio investiti per spedire le risorse necessarie a Gaza tramite i canali istituzionali.

- Israele può farlo? Sì e no. Forse fermare delle barche in acque internazionali non è il massimo, ma a ben vedere non si tratta di barche qualsiasi. Sono natanti che hanno dichiarato apertamente di voler forzare un blocco navale. Che è un po’ come sapere sin dal principio che un tizio vuole sfondarti con l’auto il portone del garage: aspetti che lo faccia, o cerchi di fermarlo prima?

- C’è un frame del video di Modena che mi ha lasciato sorpreso al pari delle tragiche immagini in cui si vede l’auto falciare gli ignari passanti fino a schiacciare quella povera donna contro la vetrina di un negozio. È questo istante. Due signori in bici passano a pochi metri dalla strage, hanno visto tutto e si sono salvati per poco. Il primo si ferma, poi muove la bici per andare via. Il secondo fa lo stesso, prende qualcosa dalla tasca, forse un telefono, poi segue l’altro. A due metri da loro, forse anche meno, c’è un uomo inerme. A terra. Ferito. Dolorante. È vivo, ora lo sappiamo, ma in quel momento sta forse lottando contro danni abnormi. Eppure i due ciclisti gli passano accanto come nulla fosse. Ora, sia chiaro: non voglio giudicare nessuno. Immagino lo choc. Immagino il trovarsi in quella situazione. Immagino magari anche il desiderio di capire prima se quell’auto sarebbe tornata indietro per falciare pure i soccorritori. Capisco tutto. E magari quei due avranno poi in seguito fornito il giusto aiuto. Non giudico. Però mentre celebriamo Luca Signorelli, l’eroe che ha fermato Salim El Koudri insieme ai due stranieri accorsi in suo soccorso, non riesco a togliermi dalla mente questa immagine. Non riesco a non rivedere il frame del ciclista che, anziché buttare la bici in terra e soccorrere il ferito, tira fuori qualcosa dalla tasca e poi procede come nulla fosse. La domanda è: perché?

- Secondo il Gip, la tentata strage di Modena non è da ricondurre alla malattia mentale di Salim il quale sarebbe stato in grado di intendere e di volere.C’è una cosa che mi fa sorridere nella corsa di molti a ricondurre tutto alla pazzia derubricano invece le mail contro Gesù e i cristiani a “robe che ha scritto tanti anni fa”. Sarà stato anche in cura, ma nel 2024 se non erro e non era così grave da richiedere un Tso. Come fate quindi ad essere certi che proprio sabato mattina gli sia saltato qualcosa in testa? Come fate ad escludere che dietro ci sia dell’altro? Non dico occorra per forza urlare al terrorismo islamico, ma anche buttarsi a capofitto nell’altra spiegazione è un tantino affrettato.

- Se un marocchino che odiava i cristiani mette sotto con l’auto un gruppo di persone, la responsabilità è solo personale, non della comunità né dei musulmani in genere. Questo vanno dicendo da un paio di giorni i commentatori progressisti. E do loro ragione, sia chiaro. Però lorsignori sono gli stessi che non hanno battuto ciglio quando - di fronte al femminicidio di Giulia Cecchettin - “tutti i maschi” vennero considerati colpevoli del delitto. Per questioni culturali.

Delle due, l’una: o avete detto una cazza** ai tempi dell’omicidio Cecchettin; oppure oggi dovreste affermare che, per ovvi motivi culturali, tutti i musulmani sono colpevoli per quello che ha fatto Salim El Koudri. No?

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