Leggi il settimanale

Se Petrolini avesse abortito, chi sarà quel giudice da escort e Crans Montana: quindi, oggi…

Quindi, oggi…: la confessione della escort, gli aerei della Nato e il deficit-pil

Se Petrolini avesse abortito, chi sarà quel giudice da escort e Crans Montana: quindi, oggi…

- Non ho seguito con grande passione il caso Petrolini, sono sincero. Non voglio nemmeno sapere per quale motivo ha ucciso i suoi due bambini e perché i giudici l’hanno assolta per l’omicidio del primo, ma non per quello del secondo. Ogni volta che leggo indignazione per quanto fatto da quella ragazza, mi viene da pensare a una cosa: all’ipocrisia (pensiero personale, non sbraitate voi femministe) di chi piange scandalizzato per l’infanticidio e allo stesso tempo urla al diritto di aborto libero. So che ci sono milioni di libri sull’argomento. So che il dibattito è vecchio come il mondo. Ma non riesce proprio ad entrarmi in testa la differenziazione che fate tra infante e feto, mi dispiace. Soprattutto se a farlo è chi poi magari combatte contro la macellazione degli animali o addirittura non consuma le uova, pulcini in potenza. Il punto credo sia questo: che se Petrolini avesse ucciso i suoi figli al momento del concepimento, anziché al parto, oggi sarebbe libera e pure dalla parte giusta della storia. E a me questa cosa non va giù. Perché, in fondo, il risultato finale, parlando terra terra, è sempre lo stesso: i suoi due figli, in entrambi i casi, non avrebbero avuto possibilità di vivere la propria vita.

- C’è una notizia che molti hanno fatto passare in secondo piano e che invece ritengo sia importante. La Nato ha deciso di modernizzare i propri aerei da ricognizione, ma ha scelto di non affidarsi più alla tecnologia americana: in futuro verranno usati aerei del produttore canadese Bombardier, equipaggiati con il sistema di ricognizione e allerta precoce GlobalEye dell’azienda svedese Saab. Embè, direte? Beh: da tempo Trump si lamenta del fatto che i Paesi europei non spendono abbastanza per la Nato e adesso si ritrova pure con diversi miliardi di euro di commesse in meno per le sue aziende della difesa. Non so quanto potrà esserne contento, ecco.

- Muoio dalla voglia di sapere chi sarebbe quel giudice che avrebbe pagato, stando alla testimonianza di lei, qualcosa come 7mila euro per una prestazione sessuale con una escort.

- Però una verità questa escort intervistata da Rete4 l’ha detta: “Le donne che hanno rapporti gratis spesso dopo pretendono qualcosa”, come una relazione o almeno di risentirsi. O anche solo il diritto di vantarsi di essere andata con quel calciatore o con quel Vip. “Pagando, invece, si sa fin da subito che è qualcosa che nasce e finisce lì”. E non è cosa da poco.

- Il calcio italiano è morto. Stecchito. Mentre dovremmo ragionare su come rilanciare i vivai, i giovani, il campionato in generale (che ormai somiglia molto alla Serie C di altre nazioni), questi fanno i giochini di palazzo per mandare Malagò oppure Abete alla guida di un carrozzone defunto. Sentono gli arbitri, sentono i calciatori, sentono gli allenatori. Cosa cambierà? Magari mi sbaglio, ma ho il sospetto che la risposta sia: un c****.

- “Biennale, Giuli non parteciperà all’inaugurazione dopo le polemiche sul padiglione russo”. E sti cacchi? Io vi voglio bene. Ma vi rendete conto che il mondo produce l’Intelligenza Artificiale, computer sempre più potenti, razzi che vanno sulla Luna, forse su Marte, droni, guerre, missili, bombe atomiche… e noi siamo qui a litigare sull’opportunità di avere un padiglione russo alla Biennale di Venezia? Suvvia, prendiamoci un po’ sul serio.

- La storia del deficit/Pil mi fa impazzire. Fino all’altro ieri, quando c’era Conte al governo, ma pure Mario Draghi, erano tutti a chiedere maglie larghe sui bilanci per rilanciare la crescita. Crescita che ovviamente è tornata ad essere quella di sempre, da zero virgola, col dramma che ora ci troviamo miliardi di debiti da bonus sul groppone che un giorno dovremo ripagare a lacrime e sangue. Bene. Adesso che il governo fa calare il deficit/Pil da oltre l’8% al 3,1%, siamo lì a dirgli che sono un branco di pippe. Non è così. La sinistra mente. Però alla destra dico anche di darsi una svegliata, seriamente. Non è possibile stare qui a combattere per uno zero virgola, agendo come gli altri a forza di bonus e prebende. Qui bisogna tagliare. Tagliare. Tagliare. Zero soldi ai film inutili. Zero finanziamenti a sagre, feste e scemenze simili. Niente statue inutili nelle città. E — per quanto l’evento mi sia piaciuto — niente concerti a Genova coi soldi dei contribuenti. Non ci sono le vacche grasse per fare certi investimenti dal ritorno più ipotetico che reale. Ora è il momento di tirare la cinghia per lasciare soldi nelle tasche dei cittadini, che tornino a guadagnare, acquistare, spendere. I sindaci si occupino solo di rifare le strade, i governi di costruire ponti, autostrade, stazioni e grandi opere. E basta. Tutto il resto è maledettamente, incredibilmente inutile. Anzi: dannoso.

- Dopo aver parlato dell’aborto e di Petrolini, parliamo di quella donna inglese che ha deciso di uccidersi in Svizzera perché non riusciva a superare la depressione per la morte del figlio poco più che ventenne. Mi dispiace, sono sincero. Ma ecco spiegato il motivo per cui su certi temi i vecchi rompipalle come il sottoscritto dicono che le linee rosse non vanno mai superate, pena il rischio di scatenare una valanga. Esistono casi limite, in cui accompagnare un malato terminale alla morte può essere per lui salvifico, viste le condizioni di (non) vita? Sì. Ma era scontato che prima o poi si sarebbe arrivati al suicidio assistito per “depressione”: era nella natura delle cose. Una volta che apri la porta, ci si mette un attimo a sfondare il portone. Ci vorrebbero leggi scritte bene, stringenti, senza possibilità di interpretazione. Ma è inaccettabile che qualcuno si tolga la vita legalmente solo perché depresso.

- Il caso di Crans-Montana è la prova provata che la burocrazia vince su tutto. Allora: capisco la Svizzera, che ha un sistema diverso dal nostro, non universalista ma basato sulle assicurazioni, e che dunque non può fare figli e figliastri, accollandosi le spese di cittadini stranieri solo perché il caso è mediaticamente importante quando non lo fa — magari — neppure per i suoi cittadini indigenti. Però, dico però, in questo caso sarebbe bastato parlarsi a quattr'occhi e trovare una soluzione semplice semplice: l’Italia ha curato due cittadini svizzeri al Niguarda, cure sostenute dal nostro sistema sanitario, dunque dalle tasse dei cittadini italiani. Sarebbe stato carino, da parte del governo elvetico, proporre una compensazione. A titolo di accordo bilaterale.

Facile facile, e dal costo decisamente contenuto (108mila euro). Ma si vede che la burocrazia ha battuto anche il buon senso, altrimenti nessuno avrebbe avuto la brillante (si fa per dire) idea di spedire le fatture alle famiglie dei feriti.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica