- Mentre voi discutete dell’Eurovision Song Contest 2026, sappiate che quel mattacchione di Donald Trump ha avviato un negoziato con la Denmark per aprire tre nuove basi militari in Greenland. Che è un po’ come prendersela senza farlo ufficialmente.
- Israele ha istituito un tribunale speciale per gli autori del 7 ottobre, tribunale che prevede anche la pena di morte. Sento gente scandalizzata. Ma dove e quando è già successa questa cosa? Ah sì: a Norimberga si svolse il processo che portò alla condanna a morte di 12 capi del nazismo. In Italia fu più facile: i partigiani ammazzarono Benito Mussolini e alcuni suoi accoliti praticamente senza manco processarlo (tribunale specialissimo), risparmiando al mondo - disse una volta Winston Churchill - una Norimberga italiana. Questo per dire che quando si commettono crimini efferati come quelli del 7 ottobre, non è poi così strano a) che ci sia un tribunale speciale e b) che la pena massima sia quella di morte.
- Ho ascoltato l’audio del soliloquio di Andrea Sempio e non ci ho capito un fico secco.
- L’Ansa ci fa sapere di aver chiesto alla Procura di Pavia di prendere visione o estrarre copia degli atti della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Richiesta rispedita al mittente, nonostante l’Ansa abbia provato a far leva sul diritto di cronaca e informazione. È giusto così: va bene la cronaca, ma qui parliamo di atti che devono essere solo nelle mani degli avvocati almeno fino all’istituzione dell’eventuale processo. Fa sorridere però che proprio nel giorno in cui i pm negano gli atti all’Ansa, poi sui giornali finisca l’audio di Andrea Sempio. A fornirlo ai colleghi possono essere stati i legali di parte, chi indagava o la procura, non voglio accusare nessuno. Resta il fatto che a me questo modo di celebrare il processo sui media continua a non piacere.
- Parliamo della traccia 33. Traccia che secondo i consulenti della Procura sarebbe da assegnare ad Andrea Sempio. Al netto delle consulenze di parte che non condividono questa lettura, esiste un problema: di corrispondenze in questo caso ne sono state trovate 15 (in realtà la difesa contesta anche questo, ritenendo che vi siano errori interpretativi), mentre la Corte di Cassazione ritiene che ne servano almeno 16-17. E poco importa se in Usa o in Svizzera ne bastano anche meno. Questo per dire che da oggi inizia la battaglia legale. E come tutte le battaglie legali possono andare in una o nell’altra direzione.
- Sappiate che “da codice di procedura penale, dopo la notifica dell'avviso di conclusione delle indagini, la difesa ha 20 giorni di tempo per visionare gli atti, presentare memorie, produrre documenti o chiedere l'interrogatorio dell’indagato”. In pratica l’accusa lavora per un anno intercettando, ipotizzando, facendo trapelare questo o quell’altro dettaglio per creare pressione e magari far sfuggire qualcosa durante una telefonata, e invece la difesa ha solo 20 giorni per produrre materiale proprio sulla base di quell’enorme faldone che è stato loro appena consegnato. Oh, ditemi voi, ma io trovo la battaglia leggermente impari in questa fase.
- Peccato, però, che questa sia la fase più delicata da un punto di vista mediatico. Perché i giornali si abbeverano lì dove atti e documenti ci sono. E al momento abbiamo solo i documenti dell’accusa. Quelli della difesa, purtroppo, arriveranno quando l’attenzione sarà già altrove.
- Marco Travaglio annuncia: il Il Fatto Quotidiano non dovrà prendere finanziamenti pubblici. Bene. Bravi. Bis.
Però ci sono due punti da considerare: primo, il solo fatto di averli chiesti e ipotizzati è per il Fatto una rivoluzione copernicana che ne distrugge ogni verginità; secondo, il direttore scrive “per quest’anno”. Il prossimo, insomma, si vedrà.