Il racket dei no global: occupano le case e poi le «assegnano»

Case occupate, sottratte con la forza ai legittimi proprietari e assegnate da un comitato politico del centro sociale. È quel che accade in via Dei Transiti. Qui, al civico 28, la vittima di questo sistema di illegalità giustificata da pretese motivazioni ideologiche è una coppia di coniugi. Basilio e Maddalena Mura, 59 anni lui e 55 lei, 20 anni fa hanno comprato quel piccolo appartamento all’angolo con viale Monza con i risparmi di una vita di lavoro. Ma nell’appartamento non sono mai potuti entrare, perché se ne è impossessato qualcun altro - loro non sanno neanche bene chi.
«Gli attuali occupanti - spiega il legale della coppia - me lo hanno detto chiaramente: “Non pensate che se andiamo via noi possano venire qui i proprietari, la casa sarebbe data a qualcun altro”. Da quel che ho capito - aggiunge - c’è una commissione interna che decide a chi dare quell’appartamento. Ed eventualmente a chi riassegnarlo una volta venuta meno la prima assegnazione. E le case occupate, che noi sappiamo, sono almeno tre». Ma le istituzioni non intervengono. La prefettura risponde che non è compito suo eseguire lo sfratto, Palazzo Marino ha fatto sapere ufficialmente che «un eventuale sgombero è di competenza e deve essere eseguito dalla Digos». La quale non si muove per non creare tensioni. Il legale che segue i Mura lo ha saputo informalmente proprio dalla Questura, anni fa. Le forze dell’ordine temono le conseguenze di uno sgombero: «Sì - conferma il legale - mi hanno detto che la sola notizia di uno sgombero avrebbe provocato l’adunata, mediante un tam-tam, di tutti gli aderenti ai centri sociali di Milano».
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