Ramadan Il vicesindaco: «Tutto regolare, dov’è l’emergenza?»

PREGHIERA I partecipanti sono stati 3mila al Ciak e 10mila al Palalido con la Casa della cultura islamica

Per l’ultima preghiera del mese sacro dell’islam 3mila fedeli si sono riuniti al Ciak di via Procaccini. E - secondo la Casa della cultura islamica - oltre 10mila hanno pregato divisi in due turni al Palalido, senza alcun problema. Da un punto di vista logistico, dunque, senza considerare l’aggressione subita da Daniela Santanchè al Ciak, l’ultimo giorno di Ramadan è filato via - secondo Palazzo Marino - senza che si avvertisse l’urgenza di una nuova moschea.
«La presunta carenza di spazi - ha osservato infatti De Corato, che è anche deputato del Pdl - è più che altro lamentata da poche centinaia di islamici, guarda caso convergenti nella discussa struttura di viale Jenner». Ma «nove islamici su dieci - ha aggiunto - sono rimasti a casa. Dei 48mila musulmani regolari presenti a Milano, più altre decine di migliaia di clandestini, alla fine sono meno di 5mila quelli che si sono recati alla preghiera del venerdì o per il Ramadan nei luoghi di culto messi a disposizione dal Comune o da privati». E dunque «l’emergenza che molti hanno paventato e che starebbe nei numeri - ha osservato il vicesindaco - è stata smentita». Secondo De Corato dunque si dimostra che «non c’è un problema urbanistico».
Gli aveva indirettamente risposto il direttore del centro islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari: «De Corato non può fermare la storia - aveva detto proprio al Ciak - è solo una questione di tempo». Shaari dunque è tornato a chiedere una soluzione. Non importa quale: «Una moschea o più centri? L’importante è che le istituzioni parlino con noi. Oggi ci parla solo il prefetto, per il resto siamo considerati come appestati, come cittadini di serie B».
Ma ieri ha tenuto banco il «caso-Santanchè». «Massima solidarietà per il vile agguato subito» è stata manifestata dal governatore Roberto Formigoni. «Siamo difensori della libertà religiosa e del rispetto delle opinioni di tutti - ha detto - ma non possiamo tollerare intimidazioni e violenze». Anche il presidente della Provincia, Guido Podestà, ha espresso «solidarietà e vicinanza a Daniela Santanchè aggredita perché protestava contro l’obbligo per le donne di indossare il burqa». «Un fatto grave - ha osservato anche l’assessore regionale Stefano Maullu - sono certo che la comunità islamica prenderà le distanze dai violenti».