Reagisce agli insulti: accoltellata alla gola

La donna ferita al collo dopo aver protestato per i pesanti apprezzamenti fatti da due uomini. Portata in ospedale, è fuori pericolo. Uno degli aggressori, con problemi psichici, è stato arrestato

Reagisce agli insulti: 
accoltellata alla gola

Prima le occhiate insistenti, accompagnate da commenti a mezza voce e sorrisini, sui quali ha sorvolato. Poi le solite frasi di «apprezzamento» espresse ad alta voce. E questa volta non ha saputo trattenersi e ha reagito con energia. Scatenando la follia di uno dei due uomini che ha estratto un coltello e l’ha colpita alla gola. Un taglio superficiale per fortuna, pochi giorni di prognosi. Ma non certo per volontà del feritore che aveva vibrato il colpo per uccidere ed è stato poi arrestato per tentato omicidio.
L’episodio risale a venerdì pomeriggio, intorno alle 19. La vittima è una ragazza di 31 anni, nata e cresciuta a Milano, sicuramente di piacevole aspetto. È in compagnia di alcuni amici con cui sta passeggiando e conversando in piazza Giovanni delle Bande Nere. Qui incrocia un furgoncino parcheggiato in doppia fila.
Nella cabina due uomini, uno giovane e un altro un po’più anziano, che appena arrivano a tiro di sguardo con la ragazza esibiscono il solito repertorio del più vieto armamentario maschilista. Lei non passerà inosservata, ma loro ce la mettono tutta per sottolinearlo. Prima qualche parola mormorata all’orecchio, poi gli ammiccamenti, i sorrisini. Già essere al centro delle fantasie di due individui del genere non fa piacere, ma in qualche modo si può e si deve far finta di nulla.
Forse proprio per questo, i due gentiluomini decidono di alzare il tono. E così cominciano ad apostrofare la ragazza con frasi, commenti e inviti volgari. I suoi amici non fanno nemmeno in tempo a rendersi conto di quanto sta succedendo, perché è proprio lei la più rapida a reagire, sicuramente messa in guardia dalle occhiate. E così comincia ad apostrofare con un certa energia la coppia ferma sul furgone. Che invece di smetterla reagisce ancora.
La lite sale rapidamente di tono e forse anche la ragazza, presa dall’agitazione ma anche dall’umiliazione determinata da una tale morbosa attenzione, passa dalle parole agli insulti. Soprattutto nei confronti del più anziano che, data la differenza d’età, poteva benissimo essere suo padre. Non è chiarissimo cosa abbia detto, ma dall’altra parte dell’abitacolo, si apre la portiera e sbuca come una furia il più giovane impugnando un coltello urlando: «Non dare del porco a mio padre». Quindi si avventa su di lei mirando dritto alla gola. La lama per fortuna non colpisce in profondità, anzi alla fine la ferita si rivelerà poco più di un graffio. Viene infatti chiamato il 118 che raccoglie la trentenne e la porta al San Carlo, dove verrà medicata e dimessa con una prognosi di dodici giorni.
Nel frattempo però l’allarme viene girato anche al 113, e il più rapido ad arrivare sul posto è un equipaggio del commissariato di Porta Genova. Gli agenti riescono a bloccare i due uomini, raccolgono le testimonianze e quindi arrestano il feritore. Si tratta di D. S., 36 anni, con problemi psichici. Risulterebbe infatti in cura presso un centro di igiene mentale, circostanza che non gli ha evitato l’accusa di tentato omicidio.

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