Reclusi nel lusso: dietro le sbarre serviti ad aragoste e champagne

In carcere come al «Grand hotel». Serviti e riveriti. Aragoste e vini pregiati sono stati sequestrati dagli agenti della polizia penitenziaria in un vero e proprio blitz avvenuto ieri nel carcere «Sergio Cosmai» di via Popilia, a Cosenza. I beni di assoluta qualità, che erano destinati ai detenuti, sono stati intercettati all’ingresso della struttura penitenziaria, dove sono reclusi anche noti grossi della criminalità organizzata.
La notizia, pubblicata dal «Quotidiano della Calabria» viene confermata negli ambienti penitenziari. Sei persone sono state denunciate dagli agenti, tre sarebbero addetti della ditta esterna che ha l’appalto per la fornitura di cibi e altri tre sarebbero incaricati interni alla distribuzione dei pasti.
Le indagini sono durate diversi giorni e hanno consentito di conoscere con esattezza il giorno in cui sarebbe avvenuto l’ingresso dei beni clandestini di «prima qualità». In tutto sono stati sequestrati otto kg. di alimenti e vini, ma anche creme di bellezza, trattamenti per rassodare il corpo, profumi e via dicendo.
Dall’esterno i detenuti «ricchi» facevano arrivare piatti prelibati e tutto l’occorrente per trascorrere serenamente la loro forzata permanenza in carcere.
Non è ancora chiaro a chi fossero riservati simili trattamenti, ma la Procura della Repubblica di Cosenza ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di frode nelle pubbliche forniture. Chi dice che il crimine non paga?

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