Regione, si comincia Oggi primo consiglio Lega vuole altri posti

Non si placano le frizioni tra Carroccio e Pdl per l’ufficio di presidenza. Il partito di Bossi scalpita anche in giunta e punta alle commissioni. E il Pd propone di suonare l’inno di Mameli

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Oggi primo consiglio 
Lega vuole altri posti

Si prevede un debutto animato e forse anche qualche sorpresa per il Consiglio regionale della Lombardia, che si riunisce oggi per la prima volta. Prima di tutto la curiosità per le new entries, dal giovane Renzo Bossi all’avvenente Nicole Minetti. Poi il Pd chiede di suonare l’inno di Mameli, come «provocazione» per l’abbondante numero di leghisti eletti al Pirellone.
La Lega, dal canto suo, contesta gli accordi per la guida dell’aula e chiede un esponente in più nell’ufficio di presidenza: oltre al presidente del Consiglio regionale, un altro consigliere segretario. Sembrerebbero questioni di lana caprina se non fosse che ciascuno dei cinque membri dell’ufficio di presidenza può contare su un budget per una segreteria.
Per tranquillizzare gli animi, il Pirellone ricorda che quella di oggi non è una vera e propria seduta: «La legge stabilisce che il Consiglio sia riunito come un seggio elettorale. L’unica cosa da fare è votare chi guida l’assemblea». Con un messaggio particolare diretto all’opposizione: «Si è mai visto alla Camera o al Senato un inizio di legislatura sulle note dell’inno nazionale? Ancora una volta ci sono consiglieri, nelle file dell’opposizione, che ignorano il funzionamento dell’istituzione in cui sono stati eletti».
La Lega, confermando le indiscrezioni dei giorni scorsi, è uscita allo scoperto per bocca del capogruppo, Stefano Galli, che chiede l’incarico che il Pdl avrebbe destinato all’ex assessore Massimo Ponzoni: «Rivendichiamo quella posizione. Non siamo soddisfatti dell’assetto di giunta». Una specie di bordata, a cui replica sia pur informalmente Formigoni. «Strana dichiarazione - commentano in modo provocatorio ambienti del Pirellone -. La composizione della giunta è stata concordata con il segretario nazionale, l’onorevole Giancarlo Giorgetti, e attraverso di lui con l’onorevole Umberto Bossi. Forse non c’è piena sintonia tra Galli e i vertici della Lega?».
Il Pdl ha riunito ieri il gruppo, al quale il governatore Formigoni ha annunciato il pacchetto di nomine di sua proposta: Davide Boni come presidente leghista del Consiglio regionale, Franco Nicoli Cristiani come vicepresidente e Massimo Ponzoni come consigliere segretario scelto dal Pdl. «È importante che il gruppo voti in modo compatto» la raccomandazione di Formigoni, che ha invitato a votare il leghista Boni per ricevere in cambio i consensi sui candidati del Pdl. Qualche malumore si è sollevato dagli esclusi. Carlo Saffioti, che forte di una lunga esperienza in consiglio, puntava al ruolo di consigliere segretario, è intervenuto in modo garbatamente polemico: «Prendo atto che è stato deciso diversamente».
Oggi si voterà appunto il presidente del Consiglio, i due vice e i due consiglieri segretari (i due esponenti dell’opposizione dovrebbero essere il candidato presidente del Pd, Filippo Penati, e Stefano Zamponi dell’Idv). Le prossime nomine, ovvero le guide delle commissioni, saranno formalizzate la prossima settimana e anche lì la Lega intende alzare la testa. Il partito di Bossi chiede la presidenza della commissione Affari istituzionali, che è anche obiettivo del Pdl. Nel Popolo della libertà resta poi aperto il caso della Sanità, per cui non mancano i contendenti, a partire da Sante Zuffada. Mario Sala, recordman di preferenze, è in pole position per la guida delle Attività produttive.

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