«The Republic of Samsung» Il colosso vale il 15% del Pil

La multinazionale vanta una posizione di dominio assoluto. È una galassia che va oltre smartphone e tv

Mark Perna

È sufficiente un dato per capire quanto rilevante sia Samsung nel tessuto economico della Corea del Sud. Il colosso asiatico, infatti, pesa sul prodotto interno lordo nazionale per circa il 15%. Ironicamente c'è chi chiama il Paese The Republic of Samsung, sottolineando come la multinazionale abbia una posizione di assoluto dominio. Non ci sono solo i telefonini e i televisori dietro a questo marchio, ma molto di più. In Corea lo chiamano chaebol, ovvero un conglomerato di affari, visto che Samsung è in realtà la somma di quasi 80 differenti società che non operano solo nell'elettronica di consumo. Nella sua galassia ci sono cantieri navali, resort, trading e investimenti finanziari, costruzioni e ingegneria civile, marketing, moda, assicurazioni.

Un cittadino coreano può nascere in un ospedale di proprietà di Samsung, crescere in un appartamento costruito da Samsung e andare a studiare alla Sungkyunkwan University, polo formativo controllato dal brand. Questa posizione di forza è percepibile chiaramente in tutta la Corea, ma in modo particolare a Seul, la capitale, dove solo nel centro di ricerca e sviluppo lavorano più di 50mila ingegneri.

Il motore di questo impero è però la divisione Electronics che mette sul piatto del gruppo un volume d'affari che nel 2016, a livello mondiale, è stato di oltre 150 miliardi e che, quest'anno, potrebbe essere ancora più robusto. L'ultima trimestrale ha infatti visto sfondare quota 45 miliardi di euro di fatturato, con un incremento di 7,4 miliardi rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

A fare impennare i profitti è stata una forte richiesta di memorie Dram e di hard disk allo stato solido per i server. Proprio la componente dei semiconduttori è uno degli asset strategici di Samsung Electronics, ma ad andare a gonfie vele è stata soprattutto la divisione Mobile. I lusinghieri risultati di vendita dei nuovi cellulari Samsung S8 e S8+, hanno permesso al gruppo di registrare un fatturato di ben 22,2 miliardi solo nell'ultimo trimestre. Questo exploit ha mitigato il fallimentare lancio l'anno scorso del Galaxy Note7, ritirato dal mercato per la nota questione della batteria a rischio combustione. Ora l'arrivo invece del nuovo Note punta a tirare la volata affiancando gli altri smartphone di fascia alta, offrendo al consumatore un prodotto ormai equipollente a un vero computer tascabile.

Il Note8, infatti, è in grado di gestire in modo ideale qualsiasi tipo di applicazione, da quelle business a quelle ludiche e multimediali, facendo affidamento sul nuovo concetto di Infinity display, uno schermo praticamente senza bordi, e sul collaudato sistema di scrittura a mano libera con il pennino. La divisione Electronics può fare affidamento anche su due ulteriori asset, i televisori, ormai ben conosciuti dai consumatori e gli elettrodomestici che stanno registrando progressi importanti. Nell'ambito dei televisori la tecnologia di punta di Samsung si chiama QLed, un'innovazione che sfrutta la luce per ottimizzare i quattro elementi che determinano la qualità dell'immagine: il colore, il contrasto, l'Hdr (High Dynamic Range) e l'angolo di visione.

La novità negli elettrodomestici è anch'essa tutta tecnologica, le nuove lavatrici infatti utilizzano il sistema QDrive che permette di lavare in modo impeccabile nella metà del tempo.

Gli ambiti operativi di Samsung, però, non si fermano qui, dopo aver acquisito l'americana Harman, ora punta a diventare leader anche nel settore della guida autonoma come dimostra il recente annuncio di un fondo di 300 milioni di dollari per supportare progetti innovativi in questo campo.

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