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Il retroscena Ma secondo Telecom il problema non esiste

Quali sono i rimedi per ovviare all’intasamento della rete mobile? I gestori di tlc sono su posizioni differenti. Per qualcuno, ossia Telecom Italia, il problema non esiste. «Non c’è rischio di collasso - ha spiegato l’ad Franco Bernabè - Telecom ha fatto grossi investimenti per la connessione in fibra ottica delle stazioni radio base per aumentarne la potenza e la capacità».
Secondo Paolo Bertoluzzo di Vodafone invece l’allarme lanciato da Calabrò ha un certo fondamento. Del resto sono mesi che i gestori di tlc stanno cercando un’intesa con l’ex-monopolista per la realizzazione di una rete comune in fibra ottica. Ma l’ad di Telecom su questo punto sta cercando di vendere cara la pelle. Anche perché la manovra dei concorrenti è volta soprattutto a scongiurare nuovi aumenti del canone di «unbundling», una terribile parola che rappresenta quello che gli operatori devono pagare a Telecom per usare la sua rete, quella che per intenderci entra nelle case degli italiani. Ovvio però che il doppino in rame di Telecom, quello che si usava solo per telefonare, è superato. Le reti di nuova generazione sono in fibra ottica e consentono una velocità di navigazione su Internet molto più veloce. «Il traffico - ha spiegato Bertoluzzo - sta crescendo e ogni operatore deve investire e trovare le soluzioni affinché i consumatori abbiano il servizio per il quale hanno pagato». E dunque secondo il numero uno di Vodafone in Italia la risoluzione del problema sta nella realizzazione di una rete in fibra ottica che serva anche come infrastruttura centrale per il traffico cellulare. Anche Wind è pronta a partire sulla rete di nuova generazione «non appena governo e Agcom ci metteranno in condizione di farlo - ha detto l’ad Luigi Gubitosi - il progetto è immediatamente finanziabile. Manca solo il contesto normativo». Su questo punto il viceministro alla Sviluppo economico con delega alle tlc, Paolo Romani, ha rivendicato il suo ruolo. «Mi pare di essere stato concreto mettendo intorno a uno stesso tavolo tutti gli operatori». Lunedì 19 luglio è in programma un nuovo incontro.

«Una tappa - ha detto Romani - che sarà utile per presentare un grande progetto Paese». Il vero problema è riuscire a trovare dagli 8 ai 10 miliardi di euro per finanziare un progetto che tutti gli operatori vorrebbero ma che nessuno è disposto a pagare.

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