Ribaltino in Provincia: il Tar tromba un consigliere Pd

A più di un anno dal voto accolto il ricorso della prima dei non eletti nella lista del centrosinistra

Il ribaltino arriva con poche righe di sentenza del Tar della Lombardia: a più di un anno dalle elezioni provinciali, il gruppo del Pd a Palazzo Isimbardi cambia una delle sue undici facce. Al termine di un lungo braccio di ferro giudiziario tra due esponenti del centrosinistra, i giudici amministrativi mettono nero su bianco che - a causa di due malaugurati errori di trascrizione - sui banchi del consiglio è finito il candidato sbagliato. Che ora viene invitato cortesemente a lasciare il posto alla compagna ingiustamente trombata. A dover abbandonare lo scranno di Palazzo Isimbardi è Roberto Modugno, 57 anni, consigliere già da sei anni: era stato eletto nel 2004, quando il centrosinistra aveva vinto le elezioni portando alla presidenza Filippo Penati, ed era stato ricandidato l'anno scorso. Sconfitta per il Pd, con il centrodestra guidato da Podestà che conquista la Provincia: ma Modugno conquista la rielezione. O almeno così sembrava. Fino a quando la prima dei non eletti del Pd, una coriacea professoressa di tedesco di nome Diana De Marchi, si è presa la briga di andare a controllare modulo per modulo i documenti delle commissioni elettorali che hanno sancito la classifica dei candidati del Pd. E si è convinta che la propria sconfitta era frutto non della insindacabile volontà degli elettori ma di un verbale trascritto male. La sua cifra elettorale, complicato calcolo che determina la classifica, non era di 27,1 ma 27,3: meglio, quindi, del 27,2 di Modugno. La De Marchi, fino a quel momento consigliera di zona a Niguarda, non ci sta. Assistita dall'avvocato Fabio Arrigoni presenta ricorso al Tar chiedendo di subentrare a Modugno. Modugno, che a lasciare senza combattere non ci pensa nemmeno, nomina a sua volta un avvocato. La battaglia giudiziaria va avanti per molti mesi. Ieri, la decisione del Tar.

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