Riforme, nel decreto misure contro il caro mutui Al vaglio anche piano casa e pacchetto imprese

I tecnici del Tesoro al lavoro per preparare il decreto in arrivo all’inizio di maggio
che conterrà alcune misure del Piano nazionale delle riforme. Tra le norme anche una misura salva-mutui per aiutare le
famiglie in difficoltà con le rate per il progressivo aumento dei
tassi d’interesse

Roma - Una misura salva-mutui per aiutare le famiglie in difficoltà con le rate per il progressivo aumento dei tassi d’interesse. I tecnici del Tesoro stanno lavorando anche a questo nel preparare il decreto in arrivo all’inizio di maggio che conterrà alcune misure del Piano nazionale delle riforme. Un decreto in cui, insieme ad altri interventi, potrebbero convergere anche il rilancio del Piano casa, il credito d’imposta per la ricerca, i distretti balneari e misure per le imprese, anche per alleviare quella che il ministro Giulio Tremonti ha definito una vera "oppressione fiscale".

Misure contro il caro mutui La norma sui mutui, in particolare, punterebbe ad agevolare le rinegoziazioni dei prestiti a tasso variabile. Con i ritocchi ai tassi d’interesse avviati dalla Bce, infatti, per le famiglie il peso delle rate è destinato ad aumentare, con il rischio di difficoltà nei pagamenti. Tema questo - il rischio significativo dei mutui a tasso variabile - su cui l’Abi ha avviato un tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori. E a luglio poi termina la possibilità di accedere alla moratoria di un anno decisa dalle banche, anche se è prevista una verifica per valutare una nuova proroga.

Revisione del tasso di usura Allo stesso tempo, si sta studiando una revisione del meccanismo del tasso di usura, fissato oggi al 4%, soglia oltre cui gli istituti non possono concedere credito. Il pacchetto del Tesoro dovrebbe comprendere interventi a favore delle aziende, tra cui anche misure per ridurre "il continuo controllo sulle imprese", come ha detto Tremonti. Si lavora anche alla creazione di distretti turistico-balneari, per sostenere il turismo e insieme superare il problema delle concessioni demaniali degli stabilimenti, su cui l’Unione europea vuole una liberalizzazione. Certa invece l’introduzione di un credito d’imposta del 90% per la ricerca.

Il rilancio del piano casa Nel decreto è probabile anche un rilancio del Piano casa del governo, ma con una nuova soluzione per evitare i possibili veti delle Regioni, che finora ne hanno bloccato l’avvio. La normativà sarà quindi riformulata per essere finalmente operativa su tutto il territorio. In campo edilizio, inoltre, è prevista una semplificazione della Scia, la segnalazione certificata d’inizio attività.

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