È stato uno dei simboli della Rai. Un titolo, un mito. Ma può bastare solo quella paroletta magica Canzonissima - a rinverdire i fasti del passato? Accarezza la leggenda ma, contemporaneamente, ne prende le distanze, Milly Carlucci. Perché riesumare (dal 21 su Raiuno) il più celebre degli show del sabato sera - dodici edizioni, dal 1958 al 1975, praticamente il pantheon delle celebrità tv: Mina, Manfredi, Panelli, Chiari, Vianello, Mondaini, Dorelli, Kessler, Corrado, Baudo, Carrà, Goggi - significa sfruttare una preziosa eredità, ma anche lanciarsi in pericolosissimi paragoni. "Lo so: Canzonissima rappresenta per tutti un ricordo magnifico - ammette subito Milly -. Anche se la maggior parte delle persone non l'ha effettivamente vista: l'ultima edizione è del 1975. Ma grazie a spezzoni e a sketch, continuamente riproposti dalla tv, ci sembra di conoscerla tutta e ne abbiamo un ricordo glorioso".
Non basta: nel ricordo, si sa, le cose belle diventano insuperabili. Come dimostrano i modesti risultati ottenuti dai "remake" del Rischiatutto, riesumato da Fazio nel 2016, e di Portobello, recuperato nel 2018 da Clerici. "E in effetti, quando mi hanno proposto Canzonissima, mi sono tremati i polsi - riconosce la Carlucci -. E subito mi sono chiesta: Come possiamo rifarla?". La soluzione è stata proporre una gara di canzoni, non di cantanti. E in cui i cantanti, "artisti capaci di essere diversi da tutti, ma anche molto simili a tutti nell'eseguire brani di grande repertorio daranno il via al racconto delle loro storie, delle loro emozioni, dei loro ricordi". Seguendo, per sei puntate, sei temi diversi: la canzone del cuore, il cavallo di battaglia, il primo successo, la preferita fra quella degli altri artisti, quella da dedicare a qualcuno, quella che avrei voluto scrivere io. La nuova Canzonissima proporrà così un mix stilistico, che al pop unirà le canzoni d'autore, e perfino la lirica; "le cui arie fanno parte del nostro Dna nazionale - spiega Milly - anche se oggi non tutti le conoscono". Il cast annovera quindi Enrico Ruggeri (che canterà Lontano dagli occhi), Arisa (Mi ritorni in mente), Fausto Leali (Pregherò), Fabrizio Moro (Il mio canto libero), Leo Gassmann (Un giorno credi), Michele Bravi (Ti lascio una canzone), Malika Ayane (Città vuota), Elettra Lamborghini (Bella vera), Elio e le storie tese (Rock'n roll robot), Jalisse (Sarà perché ti amo) e Vittorio Grigolo (l'aria Nessun dorma dalla Turandot). A questi si uniranno, ma solo per alcune puntate, Riccardo Cocciante e Paolo Jannacci. L'emozione è soprattutto di Fausto Leali (l'unico del cast ad aver ha fatto la Canzonissima storica: quella del '68, con Mina, Chiari e Panelli): "Essere qui mi ha riportato a quei tempi. Sono felice di esserci ancora. Ma anche di fare qualcosa di nuovo". Alla fine di ogni puntata gli stessi cantanti voteranno la Canzonissima della serata; quindi il loro voto sarà unito a quelli social e a quelli dei "magnifici sette", cioè di un gruppo di ascolto costituito da Francesca Fialdini, Riccardo Rossi, Giacomo Maiolini, Simona Izzo, Pierluigi Pardo, Claudio Cecchetto e Caterina Balivo.
Ma questo ritorno al passato non dà ragione a chi critica la Rai di mancanza di nuove idee? "Faccio notare - replica Milly - che questa stagione ha visto il trionfo proprio di un reboot osserva Milly (alludendo alla Ruota della fortuna) - cioè di un
programma storico, si, ma anche opportunamente rinnovato. Proprio come sarà il nostro. Se avremo lo stesso successo? Dipenderà da come faremo le cose, dal mood del pubblico, dal momento storico. Tutte cose imponderabili".