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Rinunciare al concerto in piazza Duomo, un brutto passo indietro di fronte ai maranza

Rinunciare al concerto in piazza Duomo, un brutto passo indietro di fronte ai maranza
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Il muro umano delle divise ha funzionato e alla fine è andato (quasi) tutto bene. Il dispositivo organizzato da prefetto e forze dell'ordine ha fatto i suo lavoro e Milano sembra essersi risparmiata un'altra volta l'umiliazione di essere violata in diretta planetaria. La selezione all'ingresso e il numero chiuso con appena 4.500 persone in piazza Duomo ha funzionato. Così come il centro super blindato ha probabilmente preso in contropiede maranza e feccia varia che in passato avevano spadroneggiato, riducendo strade e piazze a terra di conquista. Ma, insieme alla gusta soddisfazione, viene da chiedersi a che prezzo questo risultato sia stato ottenuto. Perché cominciano a essere tanti, forse troppi gli anni in cui la città è stata costretta a rinunciare alla cerimonia laica del Capodanno nella sua piazza più sacra. Quelle semplici canzonette in Duomo del cui valore ci accorgiamo soprattutto oggi che qualcuno ci impedisce di suonarle. Minacciando aggressioni, coltellate e violenze sessuali, più o meno ispirate al taharrush gamea, barbaro rituale arabo a cui sono state sottoposte in passato turiste e malcapitate. Certo c'è da dire che prima c'era il Covid e la necessità di annullare gli spettacoli in piazza, poi il post Covid e la prudenza che invitava a evitare gli assembramenti, oggi le mastodontiche strutture installate per le Olimpiadi e l'albero di Natale che riducono di molto lo spazio a disposizione per un evento in Duomo. Tutto vero, ma non c'è dubbio che il sindaco è stato ben felice di non doversi sobbarcare l'organizzazione di un concerto che avrebbe attirato malintenzionati da tutte le periferie. E non solo milanesi, perché ormai tale è l'andazzo. E, quindi, vien da dire che questo dovrebbe essere l'ultimo anno in cui siamo disposti ad arretrare di fronte alla minaccia di maranza e magrebini.

Che il sindaco si dovrebbe prendere la responsabilità di annunciare già da oggi il prossimo concerto di Capodanno in piazza Duomo. L'impegno a riprendersi la città. E a difendere la nostra libertà: costi quello che costi.

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