Una storia a lieto fine impensabile fino a qualche lustro fa. La raccontiamo sperando nel suo potere attrattivo, che porti con sè altre "guarigioni" dal cancro grazie all'intervento di un ospedale pubblico. Jessica Nivuori, imprenditrice milanese, aveva 38 anni nel 2016 quando ha accusato un forte dolore al ginocchio. Si trovava a Scanzano Jonico. Prima il susseguirsi di esami, poi la diagnosi: sarcoma miogenico, tumore raro che colpisce le cellule dei tessuti molli e che può portare all'amputazione dell'arto. All'Ospedale Gaetano Pini la radiografia mostra una frattura del femore distale destro: il sarcoma aveva consumato l'osso fino a causarne la rottura.
"Sono rimasta bloccata a letto tre settimane, in attesa della biopsia, con la gamba immobilizzata. Ho avuto la fortuna di ritrovarmi circondata da persone amorevoli, mai scortesi" racconta Jessica che oggi grazie a una protesi riesce perfino a praticare la danza aerea, "a volare", dice lei. Il chirurgo che ha operato la donna è Stefano Bastoni, oggi Direttore dell'Ortopedia Traumatologia Oncologica dell'ASST Gaetano Pini-CTO. "Il femore consumato dal tumore aveva perso la sua resistenza meccanica e Jessica ha avuto una frattura spontanea. La rottura dell'osso ha permesso al sarcoma di contaminare le parti molli, rendendo l'intervento di resezione molto complicato. Un tempo la situazione descritta avrebbe comportato l'amputazione dell'arto e, invece, già 10 anni fa, siamo stati in grado di salvarle la gamba". L'intervento che permette a Jessica di danzare è stato complesso ed è stato possibile grazie all'affiatamento del team multidisciplinare: "La frattura patologica ha complicato l'operazione chirurgica per l'impianto della protesi di grandi dimensioni. Gli ultimi esami istologici di Jessica però mostrano come la tecnica chirurgica, le nuove tecniche di imaging, la giusta scelta strategica abbia permesso di ottenere come risultato una paziente che oggi volteggia in aria come un'acrobata del circo, come se avesse ancora il suo femore distale".
Jessica ha poi affrontato le sedute di chemioterapia all'Istituto Tumori. "Ricordo che ero spossata dalla terapia e faticavo a muovere il ginocchio - ha raccontato.
Ricordo che il dottor Bastoni mi ha detto che se avessi continuato a non impegnarmi con la fisioterapia sarei stata condannata a scegliere sempre la poltrona in prima fila al cinema e da quella posizione la visione del film non è ottimale. Una battuta che mi ha spronata ad andare avanti. Così mi sono impegnata nella fisioterapia ed eccomi qui". Piedi a terra e volteggi in aria.