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Roma 2009, il 18 luglio cerimonia d'apertura allo Stadio dei Marmi

Sarà uno spettacolo fatto di danze e musiche, con la collaborazione attiva dell'Accademia Nazionale di Danza e di Giovanni Allevi. Di Claudio Baglioni l'inno dei Mondiali dal titolo «Un solo mondo». La madrina Alessia Marcuzzi vestirà i panni di una sirena

«La superficie utilizzata per le strutture sportive di questo Mondiale di Nuoto è almeno 5 volte superiore a quella dell'edizione del 1994, organizzata sempre a Roma. Ci saranno almeno 190 Paesi partecipanti e 2000 atleti. La cerimonia di apertura sarà all'altezza dell'evento e riuscirà a creare la giusta atmosfera, nella quale l'elemento acquatico è fondamentale per dare l'idea di leggerezza, visto il tenore artistico molto alto. Noi saremo lì per applaudire». Lo ha dichiarato il presidente della Federnuoto Paolo Barelli durante la conferenza stampa di presentazione della cerimonia di inaugurazione dei Mondiali di Nuoto che si terranno dal 17 luglio al 2 agosto al Foro Italico a Roma. La cerimonia di apertura si terrà il 18 luglio alle 21 nella suggestiva ambientazione dello Stadio dei Marmi che vedrà l'alternanza sulla scena di 405 uomini e donne che daranno vita ad uno spettacolo fatto di danze e musiche, con la collaborazione attiva dell'Accademia Nazionale di Danza diretta da Margherita Parrilla. Per quanto riguarda la musica un interprete d'eccezione canterà l'inno dei Mondiali che ha composto per l'occasione: Claudio Baglioni ha scritto infatti «Un solo mondo», ripetendo l'esperienza che nel 1994 lo aveva visto scrivere ed interpretare «Acqua nell'acqua», inno ufficiale dei Mondiali di Nuoto di 15 anni fa.
«La cerimonia di apertura è come un biglietto da visita: dà l'atmosfera che si vuole far percepire, può creare una scia positiva da capitalizzare - ha sottolineato Giovanni Malagò, presidente dei comitato organizzatore dei Mondiali di Roma09 -. Inizialmente si era pensato di farla sotto i bastioni del Tevere a Castel Sant'Angelo. Poi però sia per problemi tecnici e soprattutto di pubblico, visto che volevamo far affluire più gente possibile abbiamo scelto lo stadio dei Marmi, luogo della storia dello sport». E rispondendo a chi ha parlato di prezzi troppo alti dei biglietti (50, 70 e 90 euro), ha detto: «Mi sento di dire che sono a buon mercato, considerando l'esclusività e l'unicità dell'evento. Dietro c'è un impiego di forze ed artisti davvero grandissimo e questi prezzi sono addirittura molto bassi, considerando che potranno assistervi in circa 12.000. Sarà una serata unica e sono sicuro che lasceremo una traccia positiva».
Alla cerimonia ci saranno Federica Pellegrini e Alessia Marcuzzi, che come madrina personificherà una sirena. Valerio Festi, ideatore e organizzatore di questa cerimonia, costata in tutto 2 milioni di euro, ha spiegato che: «lo stadio dei Marmi è perfetto per la dimensione dello spazio che si è un po' persa. Celebriamo il nuoto, che è congeniale per ritrovare bellezza ed armonia. L'acqua dona al corpo perfetta bellezza. Lo spettacolo si chiamerà «Sinfonia degli Oceani» e il linguaggio che utilizzeremo sarà la danza, che servirà da portatrice di valori sani che vuole portare lo sport. Sarà uno spettacolo fatto di cose non conosciute, chi lo guarda dovrà farsi trasportare dalle onde, sonore, reali e visive. Per questo istalleremo un grandissimo schermo 80x15 metri, il più grande in assoluto che servirà per immergersi nello splendido racconto delle varie discipline». Sarà l'Accademia Nazionale di Danza ad occuparsi di realizzare con balli e danze le idee di Festi: «Quando abbiamo proposto di riportare in scena un segmento del ballo chiamato "ballo sport", l'idea è subito piaciuta e ha colpito. Si tratta di un ballo di fine '800-inizio '900 che ormai è trasmesso solo per scritto, praticamente non era più in circolazione ma che per anni ha rappresentato l'Italia. E la location dello stadio dei Marmi è l'ideale per riportarlo in scena. Abbiamo ragazzi dai 15 ai 25 anni che sono entusiasti e non vedono l'ora di cominciare. Sono convinta che questa voglia si vedrà dallo spettacolo».

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