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Roma con il fiato sospeso aspettando la grande onda

Posti in piedi per la piena del Tevere. Appuntamento a questa sera, al massimo domani mattina. Alla romana insomma. Potrebbe superare i 12 metri. E come nel dicembre 2008, l’onda sarà vissuta in prima fila, sui presidiatissimi ponti del Tevere. «Stavolta però - spiega Franca Mangianti dell’Osservatorio meteo del Collegio Romano - non c’entrano le piogge romane, ma quelle incessanti a monte, in Umbria». Altra differenza col 2008 è che la protezione civile (supportata da 600 volontari) ha assicurato gli ormeggi, dunque niente più barconi alla deriva.
I punti critici sono due. L’Isola Tiberina e l’insediamento industriale di Pian due Torri, alla Magliana. In questa zone ci sono altrettanti ospedali: il Fatebenefratelli e l’ospedale dei Cavalieri di Malta. Per questo motivo sono già state messe in sicurezza le costosissime apparecchiature elettroniche dei piani inferiori. Verranno presidiate tutte le aree golenali del fiume a monte della città, i sottopassi giudicati a rischio come quello di castel Sant’Angelo che, all’occorrenza, verranno chiusi al traffico. Secondo la protezione civile Roma e Fiumicino (dove saranno presidiati i cantieri navali lungo l’argine del Tevere) riusciranno a sopportare la piena senza problemi.
Ieri la giornata è stata convulsa, tra l’allerta meteo poi confermata e anzi prolungata a lunedì. Alle 6 il livello del fiume all’idrometro di Ripetta, punto storico di riferimento, aveva raggiunto gli 11 metri, più alto rispetto al picco di 10,22 metri di giovedì, ma ancora sotto i 12,54 metri registrati nel dicembre 2008 quando la piena terrorizzò i romani. La situazione ha richiesto una ricognizione del personale dell’esercito (un nucleo del 6/o reggimento Genio Pontieri) assieme alla Protezione civile. In allerta anche alcuni reparti del primo reggimento Granatieri di Sardegna, dello stesso 6/o reggimento Genio Pontieri, dell’8/o reggimento Lanceri di Montebello e del Reparto Comando della brigata Granatieri di Sardegna, pronti ad intervenire in caso di necessità.
Ma i veri timori sono per domani. Sulla Capitale non è infatti previsto alcun miglioramento delle condizioni atmosferiche fino a lunedì. Miglioramento che sarà abbinato a un calo sensibile delle temperature. Già chiusi gli accessi al Tevere da Ponte Testaccio a Ponte Milvio. La pista ciclabile che corre su uno degli argini all’altezza di Ponte Marconi è sotto un metro d’acqua. «Sarà una piena - osserva il vicecapo Dipartimento della Protezione civile, Bernardo De Bernardinis - severa ma governabile. Nello scenario più estremo il livello del fiume a Ripetta, nel centro della Capitale, dovrebbe salire intorno ai 13 metri-13 metri e mezzo, come accadde nel dicembre del 2008».


Sul bacino del Tevere piove, ma, osserva ancora il vicecapo del Dipartimento, «le previsioni per i prossimi giorni sono più favorevoli di quelle iniziali: il bacino sarà meno colpito del previsto e ci sarà più neve e meno pioggia». Nel frattempo, aggiunge, «si svuota la diga di Corbara e si fa posto a nuovi volumi d’acqua. Inoltre vengono tenuti sotto osservazione i bacini dell’Arno e del Serchio in Toscana, molto carichi di acqua».

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