Roma invasa dai furbetti del lampeggiante

Centinaia di auto civili, che appartengono a enti o a personalità delle politica, dello sport o dello spettacolo, sfrecciano abusivamente lungo le strade della capitale. La denuncia di un sindacato di polizia

Ma quanti sono i furbetti del lampeggiante? Nella sola capitale centinaia di auto sfrecciano in strada invadendo le corsie preferenziali o andando contromano, «coperti» dalla luce blu sul tetto.
A sostenerlo è la Confederazione sindacale autonoma di polizia (Consap) che parla di un vero e proprio fenomeno «lampeggiante selvaggio» a Roma. Il sindacato, attraverso l'osservatorio sui Reparti Scorte ha monitorato la situazione nella Capitale facendo emergere abusi e violazioni di vario tipo.
«Mentre le auto di servizio per le indagini e per i servizi scorta - ha spiegato Pietro Giaccardi presidente dell'osservatorio sui Reparti Scorte della Consap - si orientano ad utilizzare sempre meno il lampeggiante e la sirena, per garantire discrezionalità nelle indagini e tutelare al meglio lo scortato; una città come Roma, ad esempio, viene ogni giorno attraversata da centinaia di macchine civili con lampeggiante acceso che occupano corsie d'emergenza e sfrecciano in mezzo al traffico, mettendo a rischio l'incolumità dei cittadini».
Lo studio della Consap evidenzia come molte di queste auto che i cittadini identificano come Forze dell'Ordine «sono in realtà guidate da autisti civili al servizio di enti o addirittura di personalità del mondo dello spettacolo, della politica o dello sport». Una giungla di luci lampeggianti blu a cui la Consap chiede adesso di porre un freno.
«La nostra proposta, che rivolgiamo ai vertici della sicurezza nazionale - prosegue Giaccardi - è di riservare la luce blu solo alle forze dell'ordine, e scegliere un colore diverso per le altre auto, nonché obbligare le auto che non sono delle forze di polizia ad esporre un cartello ben visibile, in cui sia specificato l'ente fruitore o il tipo di servizio». «Confidiamo che il ministro dell'Interno possa condividere la nostra preoccupazione al fine di restituire efficienza ai servizi delle forze di polizia - conclude Giaccardi - e consentire immediatamente ai cittadini di capire se hanno a che fare con un servizio di sicurezza o con qualcosa di diverso e meno importante».
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