Roma, stadio bocciato: è il momento peggiore

«Non mollare mai». Rosella Sensi combatte la crisi facendo suo l’inossidabile slogan della Sud. Il messaggio al popolo giallorosso è inequivocabile: qui comando io fino a prova contraria. Finiti dunque gli entusiasmi dei progetti (il «Sensi» è stato bocciato dalle soprintendenza), tocca fare i conti con l’attualità. Che vede la Roma arrancare quintultima in campionato, 11 punti dopo 10 giornate. Un ruolino da retrocessione. E domani pomeriggio c’è il Bologna, ma con 5 titolari fuori (Totti, Riise, Cassetti, De Rossi e Taddei) c’è da temere sorprese. La squadra rimarrà in ritiro fino a domani. Ieri a Trigoria c’è stata più di una manifestazione, fuori e dentro il centro sportivo. Perché se in 15 hanno contestato la squadra arrampicati sui muri di cinta, all’interno, in occasione dell’assemblea degli azionisti (che ha approvato il bilancio al 30 giugno 2009, chiuso con una perdita di 1,894 milioni che sarà coperta con riserve) solo uno si è schierato al fianco dell’attuale gestione. Gli altri hanno chiesto chiarimenti, ad esempio come sono stati investiti i soldi della cessione di Aquilani, fino a sollecitare le dimissioni della presidente, che però non cede di un’unghia. E, in una giornata caratterizzata dalla rabbia dei tifosi, sono quasi passati inosservati i rinnovi dei contratti di Pizarro (fino al 2013) e Perrotta (2011). Mentre per Totti, che avrebbe dovuto firmare il rinnovo alla fine dello scorso luglio, ancora non è successo niente. E forse mai succederà.
Capitolo stadio. Ora il Comune dovrà rispedire tutti gli incartamenti alla Roma. Le soluzioni sono due: o si punta su un piano B, con meno cubature e ipotizzando di inglobare e far convivere archeologia e impianti, oppure si trova una nuova area disponibile. Ma il commissariamento della Regione dilaterà i tempi di ogni azione, almeno, sino alla prossima estate, quando si sarà insediata alla Pisana la nuova Giunta.
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