Si è consegnato alla polizia luomo che mercoledì sera ha ucciso a coltellate Aldo Murgia a Roma, per una lite su un parcheggio. Ha deciso di costituirsi perché «distrutto dai rimorsi», ha detto il suo legale. M.R., da ieri pomeriggio in carcere con laccusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, non immaginava di aver ucciso un uomo nella colluttazione avvenuta per banali ragioni di viabilità.
Il suo difensore, lavvocato Lamberto Picconi, dice: «Che avesse ucciso un uomo il mio assistito lo ha appreso dalla televisione. Nella lite, lui ha cercato di difendersi, basta guardarlo in faccia per vedere ancora le conseguenze della colluttazione». Per il penalista, M.R. è un uomo che ha molto sofferto nella vita, ha avuto da ragazzo anche guai con la droga e si stava rimettendo in carreggiata: «Anche se attualmente era disoccupato, aveva trovato di recente lavoro come fattorino». Lavvocato, che punterà sulla tesi (più lieve) dellomicidio preterintenzionale, chiarisce meglio la dinamica dei fatti: «A mio parere non cè stato alcun inseguimento. Il mio assistito non ha inseguito nessuno. È che la lite è avvenuta in breve tempo e nello spazio di pochissimi metri. M.R. le stava prendendo e si è difeso. Basta vedere il suo volto quanto è gonfio per capirlo».
Luomo ha ucciso a coltellate Murgia, impiegato postale di 45 anni, per una banale lite su un parcheggio in via Costantino, nel quartiere della Garbatella, a Roma.
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