Un debito da 2mila euro: lo strangolamento choc

A commettere l'omicidio è stato il titolare di un bar del quartiere Centocelle. Il movente del delitto sarebbe un debito da 2mila euro

Un debito da 2mila euro: lo strangolamento choc

Dapprima gli ha puntato un coccio contro, poi lo ha strangolato con una corda e finito a colpi di mattarello in bagno. Autore del truce omicidio, Vincenzo Di Benedetto, proprietario 36enne del Winning bar al civico 24 via Delle Nifee, nel quartiere Centocelle di Roma. La vittima è Costantino Bianchi, 55 anni, noto commercialista della zona. Stando a quanto si apprende da fonti a vario titolo, pare che tra i due ci fosse un conto in sospeso di circa duemila euro, soldi che il titolare del locale si sarebbe fatto imprestare dal professionista. Ad ogni modo, il movente resta ancora da accertare.

L'omicidio

Secondo quanto riporta l'edizione odierna del Messaggero, l'assassinio si sarebbe consumato nel tardo pomerggio di lunedì 29 marzo. Da una prima ricostruzione della dinamica omicidiaria, sembrerebbe che tra i due fosse esploso un diverbio infuocato per un insoluto del titolare del bar nei confronti del tributarista capitolino. La discussione sarebbe dunque degenerata in un violento corpo a corpo salvo poi, sfociare nel sangue. Durante la colluttazione, Di Bendetto avrebbe infierito sul professionista con un mattarello infliggendogli il colpo di grazia in bagno.

Ad allertare la polizia sarebbe stato il fratello del 36enne che, ad oggi, risulta completamente estraneo alla vicenda. Colto in flagranza di reato dagli agenti della Squadra Mobile, Di Benedetto è stato arrestato e condotto in commissariato per gli accertamenti del caso

"L'ho ucciso per duemila euro"

Sebbene fosse molto provato, il titolare del bar avrebbe ammesso le responsabilità dell'omicidio riferendo altresì del debito di circa duemila contratto con il tributarista: sarebbe questo il movente del delitto. Originario di Caltanissetta, nonché padre di un bambino di 5 anni, Di Benedetto aveva deciso di aprire il locale lo scorso ottobre, in piena pandemia. Gli affari non erano mai andati a gonfie vele tanto da ritrovarsi, nel giro di pochi mesi, già fortemente indebitato.

"Quel locale non è stato mai fortunato per la posizione defilata - dice una commerciante di piazza dei Mirti, nella vicina via Delle Nifee - ha cambiato conduzione ripetutamente nel tempo. Con il Covid le cose sono peggiorate". Il 36enne conviveva da qualche mese con una nuova compagna in un appartamento in affitto a pochi passi dal bar. "Forse erano disperati", suppone la proprietaria di un negozio sulla stessa via.

"Ricordo i sacrifici di Vincenzo e Veronica per rendere bello e accogliente quel bar dove prima c'erano solo topi e sporcizia", dice un altro commerciante all'AdnKronos. "Lui ogni giorno era al banco alle 6,30, lei lo raggiungeva una volta sistemata casa. Grandi lavoratori, tanta la passione messa per far funzionare quel posto. - continua - A ottobre scorso hanno festeggiato un anno di attività, poi i lockdown, le regole diverse ogni volta. Insomma, l'esasperazione. Credo sia stata quella ad uccidere".

"Siamo sotto choc"

L'omicidio ha lasciato sgomenti i residenti del quartiere Centocelle. La vittima, Costantino Bianchi, era molto benvoluta tra i condomi della palazzina in piazza dei Gerani, dove aveva lo studio. "Era sempre gentile - racconta una signora - una persona mite ed educata. Non comprendiamo come possa avere scatenato tanta violenza".

Il 55enne era un tributarista e ricopriva la carica di vice-presidente dell'Istituto nazionale tributaristi. "Costantino era un bravo collega oltre che un amico - dice il piemontese Riccardo Alemanno, presidente dell'In T - Una perdita che ci ha devastato. Ci eravamo sentiti più o meno una settimana fa per problemi professionali di categoria, ma a parte le ansie che tutti abbiamo in questo periodo non era apparso preoccupato o impaurito per qualcosa in particolare".

E’ con straziante dolore che annuncio la tragica scomparsa dell’ amico e collega Costantino Bianchi. Pensavo che questo...

Pubblicato da Riccardo Alemanno su Martedì 30 marzo 2021

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