Estradato latitante algerino vicino alla jihad islamica

L’antiterrorismo vigila sull’Italia. Il 28enne, arrestato lo scorso novembre in Italia, torna in Algeria per scontare l’ergastolo. Era stato condannato per terrorismo

Estradato latitante algerino vicino alla jihad islamica

La minaccia della jihad islamica non dorme mai. È così che gli agenti anti terrorismo proteggono i cittadini italiani. È così che un ragazzo di origini algerine, latitante, viene rispedito a casa in questo martedì di settembre. È così che si fa. È così che la legge difende lo Stato.

Condannato all’ergastolo il 31 marzo 2016 dal tribunale di Boumerdes (città costiera dell’Algeria) per il reato di “appartenenza a organizzazione terroristica”. Un 28enne algerino viene estradato e rispedito in patria per scontare la sua pena. Anche le autorità tedesche lo avevano identificato come “cittadino al quale rifiutare l’ingresso e il soggiorno sul territorio Schengen”.

Prelevato dal carcere di Regina Coeli e scortato dalla polizia penitenziaria e dalla Sezione Antiterrorismo della Digos capitolina, è stato consegnato ai funzionari dell’Interpol presso l’aeroporto di Fiumicino: destinazione Algeri.

L’uomo veniva arrestato nel novembre scorso nella capitale dagli agenti della Sezione Antiterrorismo Internazionale. Oggi è stato espulso dal nostro Paese. L’uomo era noto perché ritenuto in contatto con membri dello Stato Islamico (Isis).

Gli agenti della Digos capitolina il 6 novembre 2018 sono riusciti a fermarlo nel momento in cui si era presentato all’ufficio immigrazione per avere informazioni sulla sua richiesta di asilo politico. Il potenziale terrorista aveva presentato ricorso in Cassazione, ma con decreto risalente al 30 luglio 2019 il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, aveva accordato al governo della Repubblica Algerina la sua estradizione, lasciandolo a disposizione della polizia giudiziaria per le operazioni di consegna alle autorità nord africane.

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