Ex giardiniere malato schiavizzato dai vicini di casa

Un fatto brutale. La Corte d’Assise d’Appello ha condannato due sessantenni a cinque anni e quattro mesi di reclusione, con l’accusa di concorso in schiavitù

Un reato bestiale. Qualcosa che non si riesce a comprendere del tutto fin quando non lo si vive. Qualcosa che stride con i tempi. Retaggio di vecchie abitudini ormai ingoiate dai secoli. Hanno schiavizzato un ex giardiniere malato, costringendolo a consegnargli i soldi della pensione e a chiedere l’elemosina per strada.

La prima Corte d’Assise d’Appello ha condannato due sessantenni, vicini di casa dell’uomo, ex giardiniere appunto, a cinque anni e quattro mesi di reclusione con l’accusa di concorso in schiavitù. Lo scrive il Messaggero. La decisione dei giudici è arrivata poche ore fa. E questo giudizio ha il sapore della vittoria.

Il tribunale ha confermato la condanna in primo grado del giudice dell’udienza preliminare di Roma al termine del processo con rito abbreviato. Secondo quanto è emerso in aula, i due imputati hanno ridotto in schiavitù il settantacinquenne, sottoponendolo a minacce e umiliazioni. Una spirale di violenze psicologiche andata avanti per anni.

Lo costringevano a consegnargli la sua pensione e a mendicare in strada, chiedendo soldi ai passanti nella città di Roma e davanti a una farmacia di Acilia, approfittando delle sue condizioni di salute. Se non si piegava alle loro imposizioni, veniva minacciato. Lo terrorizzavano. Gli dicevano: “Ti portiamo via tutto. I tuoi beni, la tua casa”. Stando ai due criminali non gli sarebbe rimasto nulla. Ora la giustizia ha fatto il suo corso. I due delinquenti, avanti con l’età, sono stati piegati dal braccio della legge. E si spera che fatti di questo tipo non accadano più in futuro. Ma non è tutto. Pochi giorni fa un altro fatto di cronaca brutale che ha interessato da vicino un anziano.

Non un giardiniere, ma un normale cittadino indifeso. Siamo nel centralissimo Rione Monti. Sequestrato, picchiato e rapinato. Una notte da incubo quella vissuta da un anziano interrotta grazie all’intervento dei carabinieri del nucleo radiomobile di Roma. Arrestati due uomini di 47 e 24anni, entrambi con precedenti, con l’accusa di sequestro di persona a scopo di rapina, rapina aggravata e lesioni personali in concorso. La notte di violenza è iniziata verso le 23, quando l’anziano, un romano di 73 anni, dopo aver parcheggiato l’auto a poca distanza dall’abitazione, è stato avvicinato dai due balordi. Con la scusa di chiedergli una sigaretta, lo hanno distratto e in un istante i due sono saliti nell’auto, occupando il sedile anteriore lato passeggero e quello posteriore.

Dopo averlo percosso, l’anziano è stato costretto ad accendere l’auto e avviare la marcia per andare ad acquistare delle sigarette. Il tutto sotto la continua minaccia di morte e delle continue botte alla testa e al volto. I due sequestratori, prima di essere arrestati, hanno costretto il 73enne a farsi consegnare la fede nuziale e a prelevare 250 euro da uno sportello bancomat.

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