Morto suicida Cristian Raschi, nome di spicco della mala del Tufello

L'uomo, 51enne con diversi precedenti penali, si è tolto la vita con un colpo di pistola alla testa, l'episodio è accaduto in data 24 dicembre 2019, a casa era presente anche la madre

Cristian Raschi, nome di spicco della mala del Tufello, si è tolto la vita a 51 anni. Aveva diversi precedenti penali. In vita fu il terrore della borgata assieme al defunto fratello Osvaldo, campione di pugilato. L'episodio è avvenuto in data 24 dicembre 2019. Raschi aveva contatti con diversi esponenti della criminalità romana, come quella di Montesacro e San Basilio. Come si legge dal Messaggero, il 51enne, sebbene fosse costretto agli arresti domiciliari, è riuscito a procurarsi una pistola calibro 38 con cui ha posto fine alla sua vita sparandosi alla testa. In casa era presente anche la madre di Raschi che ha chiesto aiuto. Una volta giunta l'ambulanza, l'uomo è stato trasportato, oramai agonizzante, presso l'ospedale Umberto I. Poco dopo i medici ne hanno dichiarato la morte cerebrale.

Cristian Raschi si è suicidato: uno dei principali nomi della mala del Tufello

È la polizia di Fidene a indagare sulla fine di Cristian Raschi. In vita fu un noto spacciatore con una fedina penale ulteriormente macchiata da altri reati. Gli inquirenti hanno accertato che Raschi fosse un ultrà della Lazio. Il 51enne si trovava agli arresti domiciliari, poiché stava scontando un reato legato alla sua attività di usuraio. Ci sono pochi dubbi sul fatto che si sia trattato di suicidio, ma al momento si cerca di capire come Cristian Raschi, in quanto agli arresti domiciliari, senza la possibilità, di norma, di avere contatti con nessuno, sia riuscito a procurarsi una simile arma da fuoco. Nel 2015 il delinquente fu vittima di un agguato a San Basilio. Qualcuno gli tese una trappola e dei sicari lo colpirono con tre colpi di pistola all'addome e agli arti inferiori. Nonostante tutto Raschi sopravvisse dopo un mese di ricovero in ospedale. Secondo quanto ipotizzato dai militari, è possibile che tale agguato sarebbe da collegarsi al business della droga.

Cristian Raschi aveva un fratello, Osvaldo, che in vita fu campione di pugilato. L'uomo morì per overdose ad inizio anni 2000. Osvaldo era noto non solo a livello sportivo, ma anche perché protagonista di numerosi pestaggi in ambito criminale. Come il fratello Cristian, anche Osvaldo era un ultrà della Lazio. Fu inoltre fautore di diverse rapine; una volta tentò di fuggire alle forze dell'ordine tramite una surreale fuga sui tetti. In quel caso, al pugile era stato notificato un mandato di arresto. Si pensa che Osvaldo sarebbe vicino ad esponenti della banda della Magliana. Tornando a suo fratello Cristian, l'uomo avrebbe avuto contatti con quella parte di malavita che si occupa dello spaccio di sostanze stupefacenti al Tufello.

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