Tunnel segreti, sequestri, rapine: presi i ladri da Romanzo criminale

Organizzavano rapine in banca. Furti in ville, uffici postali e gioiellerie. Si dedicavano parallelamente allo spaccio di droga nella capitale: fermati

Una batteria degna del film “Romanzo Criminale”. Tunnel segreti, sequestri, rapine e furti in ville, uffici postali e gioiellerie. Sono stati i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma a eseguire, nelle province di Roma e Rieti, un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di una banda composta da 9 persone (8 in carcere e 1 ai domiciliari).

Erano responsabili della pianificazione di furti e rapine ai danni di banche ed esercizi commerciali, nonché parallelamente coinvolte in attività di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, gli specialisti del Gico del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno smantellato il gruppo riconducibile a un uomo, classe 1954, pluripregiudicato affermatosi nel panorama criminale romano poiché coinvolto, nel corso degli anni, in noti fatti di cronaca.

Tra questi, in particolare, una rapina commessa nel marzo 2010. In quell’occasione, membro di un commando di 5 uomini armati e mascherati, aveva preso d’assalto una villa nel quartiere Eur, sequestrando le vittime e pretendendo la consegna del denaro e dei beni di valore. In seguito a quel colpo, era fuggito in Spagna, dove, nel 2012, veniva rintracciato ed estradato in Italia.

Come ricostruito nel corso delle indagini, il criminale ha continuato a pianificare meticolosamente l’esecuzione di reati, che non sono stati portati a compimento grazie all’intervento delle Fiamme Gialle. È il caso della rapina sventata il 2 ottobre 2017 all’Ufficio postale Lido di Ostia, dove furono tratti in arresto i suoi due complici. Questi, nel giorno notoriamente dedicato al pagamento delle pensioni, si erano diretti verso l’obiettivo a bordo di un’auto rubata, armati di pistole e travestiti.

Il capo della banda, in quel momento uscito indenne dall’azione repressiva, si era riorganizzato con i vecchi sodali per realizzare un furto ai danni di un laboratorio di preziosi sul Lungotevere dei Mellini della Capitale. Il piano prevedeva di agire di notte e forzare la cassaforte dopo essersi introdotti all’interno dell’esercizio commerciale attraverso un foro praticato nel solaio dell’appartamento disabitato sovrastante. Anche in questo caso, nonostante la perforazione fosse quasi stata completata in una sola nottata, l’azione non è andata a buon fine per un imprevisto sopralluogo del custode dell’abitazione e l’arrivo dei militari.

Le investigazioni hanno poi consentito di dimostrare come i reati contro il patrimonio non costituissero l’unico settore criminale di interesse, essendo affiancato dal remunerativo commercio di stupefacenti. Oggi tutto questo, grazie alle forze dell’ordine, è giunto a termine.

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Commenti
Ritratto di do-ut-des

do-ut-des

Mar, 29/10/2019 - 12:13

Quanti anni? Ops, quanti mesi di carcere? AQuesti per i danni che hanno fatto non solo per gli oggetti in se stesso, dobìvrebbero farsi 1000anni di carcere lavorando e noi invece li impoltriamo e magari con pochissimi anni.