Roma, guerriglia al derby: ultrà della Lazio ai domiciliari

Franco Costantino, leader della Curva Nord, è stato arrestato ieri mattina dalla Digos. Sotto inchiesta altri quattro ultrà e un minorenne

Roma, guerriglia al derby: ultrà della Lazio ai domiciliari

Franco Costantini, capo ultrà della Lazio è finito ai domiciliari in seguito alla guerriglia nata in occasione del derby di Roma dello scorso 15 maggio, disputatosi all’Olimpico e giocato a porte chiuse a causa dell’emergenza Coronavirus. Cori razzisti, cariche contro le forze dell’ordine, lancio di bottiglie e fumogeni sono solo alcuni dei fatti avvenuti quel giorno.

Nei guai il capo ultrà laziale

Come riportato da Il Messaggero sarebbero circa seicento i tifosi laziali che hanno dato l'assalto a Ponte Milvio nel dirigersi allo stadio e che si sono scontrati con i rivali romanisti. Hanno anche caricato la polizia sfondando le barriere degli agenti in tenuta antisommossa, aggredendoli. Quattro sono stati identificati e sono ora sotto inchiesta, per due di questi sono già scattate le misure cautelari. Al quinto ultrà, minorenne, penserà la Procura dei minori.

Agli arresti domiciliari si trova il capo ultrà della Lazio Franco Costantino, conosciuto come Franchino, che è considerato l’erede di Fabrizio Piscitelli, Diabolik, ammazzato nell'agosto del 2019 con un proiettile alla nuca al parco degli Acquedotti e coinvolto in una maxi-inchiesta per droga. Obbligo di firma per Paolo Maria Ovidi. L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Eugenio Albamonte, è stata svolta dagli uomini della Digos e della Scientifica. Le accuse sono di radunata sediziosa, violenza e resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e lesioni nei confronti dei poliziotti, tra cui uno che è stato portato al Pronto soccorso con un polso fratturato. La Procura contesta anche l'aggravante di avere “commesso le condotte con finalità di odio razziale ed etnico”, a causa di alcuni cori razzisti partititi durante il corteo non autorizzato.

Era già sottoposto a Daspo

Tra l’altro, sia Costantino che un altro degli indagati erano già sottoposti a Daspo. Ma questo particolare non ha fermato Franchino che ha partecipato comunque alla guerriglia, infrangendo i divieti. Secondo il giudice, l’ultrà della Lazio“è apparso del tutto indifferente alle denunce e agli arresti accumulati nel corso degli anni e alla misura preventiva del Daspo sportivo e del Daspo Willy”. Il gip che ha firmato l’ordinanza, Maddalena Cipriani, ha scritto che i soggetti indagati hanno preso parte a una “radunata sediziosa in piazzale di Ponte Milvio”. Quel giorno erano circa 600 le persone armate di bastoni, bottiglie di vetro, petardi, fumogeni, e bombe carta. Durante il corteo non autorizzato diretto all’Olimpico i partecipanti hanno intonato cori razzisti, hanno fermato una parte di Roma e “turbato la regolarità del servizio di trasporto pubblico”.

Roma in piena guerriglia

Paolo Maria Ovidi, Franco Costantino e Mirko Musselli, sono stati accusati di avere aggredito gli agenti schierati prima sul lungotevere Maresciallo Diaz, e poi tra Ponte Milvio e via di Tor di Quinto. Gli indagati avevano il volto coperto da mascherine e foulard, e i loro tatuaggi erano coperti da felpe e giubbotti, in modo da non apparire facilmente riconoscibili. Costantino avrebbe lanciato un fumogeno contro la polizia e impugnato un mattarello di legno utilizzandolo come bastone, così da colpire con violenza un agente. Nei giorni precedenti al derby sulla pagina Facebook La Voce della Nord era apparsa una locandina che dava appuntamento ai laziali a Ponte Milvio per affrontare “i nemici di sempre”, ovvero i tifosi della Roma. Il corteo era partito alle 18.

Grazie alle immagini riprese da telecamere di sicurezza e dai cellulari, le forze dell’ordine sono riuscite a incastrare gli indagati. Gli inquirenti, riferendosi a Costantino, hanno parlato di immagini che “documentano una condotta palesemente premeditata, come dimostrato dal travisamento e dalla disponibilità di fumogeni e di un mattarello utilizzato come arma impropria”. Lo scorso 14 maggio l’uomo aveva aggredito una troupe della Rai a Ponte Milvio. Il Daspo a suo carico dovrebbe scadere nel 2025.

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