La prima sconfitta per i no Green pass

Respinto dal Tribunale di Roma il ricorso presentato da una associazione di consumatori contro il decreto del governo sull’utilizzo del certificato verde

Tribunale, prima sconfitta per i no Green pass: ricorso inammissibile

Un giudice del Tribunale di Roma ha inferto la prima dura sconfitta ai no Green pass. Una associazione di utenti e consumatori, denominata “Diritto e Mercato”, aveva presentato un ricorso contro il decreto del governo di fine luglio che, oltre a prorogare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre, prevede anche l’utilizzo del certificato verde.

Ecco perché è stato bocciato

Secondo quanto riportato da Repubblica, un giudice della seconda sezione civile del Tribunale di Roma ha dichiarato infatti inammissibile il ricorso d'urgenza contro la Presidenza del Consiglio dei ministri e contro il Consiglio dei ministri, entrambi difesi dall'Avvocatura dello Stato. Bocciata la linea dell’associazione che è stata giudicata dal magistrato inammissibile. Che ha anche tenuto a sottolineare che non compete a un giudice civile una valutazione sul decreto e su una eventuale e generica lesione dei diritti, in quanto arriverebbe a essere una valutazione di legittimità costituzionale che potrebbe casomai venire sottoposta alla Corte costituzionale da un magistrato nel corso di un giudizio pendente. Chiunque abbia quindi intenzione di mettere in discussione l’utilizzo del Green pass senza la lesione di uno specifico interesse, sappia che rischia di andare incontro a un no secco.

Il certificato vaccinale da domani, mercoledì primo settembre, verrà esteso anche ai trasporti a lunga percorrenza e a tutto il personale scolastico. Il giudice ha messo in risalto che il ricorrente ''sembra confondere un'astratta res controversa, che si sostanzia nell'asserita violazione dei diritti costituzionalmente protetti, con un giudizio autonomo e distinto, condizione normativa imprescindibile per adire la Corte costituzionale''. Nel ricorso veniva anche chiesto di bloccare il Green pass perché ritenuto dall’associazione discriminatorio per coloro che sani si recano al ristorante, al bar, nei musei, ma non in possesso della certificazione. Inoltre, l’associazione dei consumatori lamentava anche la violazione della privacy, delle libertà costituzionalmente garantite e dell'articolo 3 della Costituzione, ''in quanto chi non si vaccina sta esercitando un proprio diritto''.

Le motivazioni del ricorso contro il Green pass

La norma, sempre secondo i no pass, non consentirebbe alle persone di poter effettuare un ''calcolo costi-benefici'' rispetto alla vaccinazione. Secondo il ricorso poi il decreto violerebbe la Convenzione europea dei diritti dell'uomo perché ritenuto lesivo della libertà di coscienza e di autodeterminazione portando a vaccinarsi anche se non vi è una certezza scientifica e si basa su un vaccino che non è stato''approvato ma unicamente autorizzato''. Motivazioni che però non hanno trovato responso positivo da parte del giudice che ha ritenuto inammissibile il ricorso in via d'urgenza presso il tribunale civile.

L'associazione in questione aveva anche annunciato la sua azione sulla pagina facebook: "L’Associazione di tutela dei diritti del cittadino e del consumatore “Diritto e Mercato”, con il supporto del Partito Libertario, si fa promotrice di un’iniziativa giudiziaria presso il Tribunale Civile di Roma per contrastare la recente proroga governativa dello stato di emergenza e per fare dichiarare illegittima l’introduzione del Green Pass nei termini in cui è stato introdotto, ossia in modo discriminatorio nei confronti di ampie fasce di cittadini". Chiedendo anche un supporto economico, consigliato in 50 euro, a chi avesse voluto sostenere l'iniziativa.

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