L'atmosfera è un ingrediente? Per chi come me è convinto di sì, Giacomo Rosticceria è un posto certamente da provare. Si trova al numero 36 di via Sottocorno, scatola nera del "sistema " Giacomo (vi si trovano anche il ristorante, il bistrot, la pasticceria e la deliziosa tabaccheria) ed è un locale "vecchia Milano", che accoglie i clienti con un vero banco da gastronomia, un paio di sale semplici ma confortevoli distribuite su due piani, un giardino e un déhor nella bella stagione. L'atmosfera è familiare, l'apparecchiatura spartana, il servizio svelto ma con il sorriso e la carta decisamente popolaresca.
Ecco, la carta. Nessuna sorpresa, chi cerca l'avanguardia è nel posto sbagliato. Gli antipasti sono da rosticceria: io ho provato il Fritto misto, facendomi attirare dalla cornicetta che circondava il piatto, che dava il senso della specialità: in un tegamino mi sono arrivati panelle siciliane, mondeghili, olive all'ascolana e certe crocchette di patate con mentuccia e con speck. Ho provato anche l'Insalata russa, piacevolmente casalinga. Mi rimane il rimpianto di non aver assaggiato le Pizzette (quella margherita e quella di Giacomo) che ho visto essere scelte da molti altri commensali (buon segno, questo). Per i primi la brava cameriera Daria mi ha suggerito il Riso al salto con fonduta di parmigiano. Altre opzioni l'Involtino di pasta alla norma e un paio di lasagne.
Tra i secondi nessuna esitazione: il Pollo allo spiedo proposto in due misure (quarto o mezzo) e con un'abbondante porzione di patate al forno: succoso e gustoso. Molto amato dai clienti abituali il Vitello tonnato. Tra i dolci il Tiramisù e la Bomba di Giacomo con crema chantilly e mascarpone.
Piccola carta dei vini, senza grandi sorprese, con alcune proposte al calice. I prezzi sono il punto debole per il tipo di locale: antipasti tra i 6 e gli 8 euro (ma il fritto misto viene 15), primi tra i 13 e i 15,50, secondi tra i 13 e i 20, dolci tra i 10 e i 12.