Salute

600mila codici fiscali inviati alle Entrate: cosa rischiano i No vax

I trasgressori rischiano una multa che va dai 100 euro una tantum fino ai 1500 euro, qualora non possiedono il green pass rafforzato

600mila codici fiscali inviati alle Entrate: cosa rischiano i No vax

Sono circa 600mila i codici fiscali degli ultra 50enni che non hanno rispettato l’obbligo vaccinale. I trasgressori, dopo un accertamento di controllo, saranno sanzionati con una multa (una tantum) di 100 euro.

Dopo la pubblicazione ufficiale del Dpcm del 4 marzo, il ministero della Salute, come previsto dalla normativa entrata in vigore, ha iniziato a mandare, senza sosta, all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle persone contrarie all’iniezione della dose anti Covid. Secondo fonti interne al dicastero presieduto dal ministro Speranza sarebbero circa 100mila al giorno le donne e gli uomini segnalati e che nei prossimi giorni verranno sottoposti a un accertamento.

In caso di violazione della norma, infatti, è prevista una multa che parte da 100 euro, ma può superare anche i mille euro nei casi più gravi. I lavoratori che non possiedono il green pass rafforzato, ovvero coloro che non si sono fatti inoculare la prima dose di vaccino entro il primo mese dell’anno, ad esempio, rischiano una sanzione che va dai 600 fino ai 1500 euro.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, considerando l’elevatissimo numero degli inadempienti, però, in un intervento a Radio Anch’io, non ha escluso l’ipotesi di anticipare “la possibilità per gli over 50 di andare al lavoro con il green pass base, anziché quello rafforzato, ossia facendo il tempone rapido ogni due giorni”. Al momento, comunque, nulla è stato deciso. Si tratta solo di ipotesi, che potrebbero cambiare nei prossimi giorni a seconda dei dati relativi alla nuova variante Omicron 3.

Il tampone per gli over 50, quindi, resterà obbligatorio fino al 15 giugno, pur essendo previsto dai primi di aprile un piano ad hoc per allentare, in modo graduale, le misure restrittive vigenti. L’obiettivo, come lasciato intendere dallo stesso esponente del governo Draghi sarebbe quello di consentire agli italiani un’estate vicinissima alla tanto desiderata normalità.

Si va, intanto, avanti con i controlli serrati, che poi saranno seguiti dalle sanzioni. Il fine è ridurre quanto prima il numero degli adulti che ancora oggi si rifiutano di ricevere il siero anti Covid. In Italia, secondo le stime riportate dal Sole 24 Ore, oltre un milione di persone non avrebbe ricevuto la prima dose. Sarebbe, quindi, ancora diffusa volontà di dire no all’obbligo imposto da Palazzo Chigi. Neanche l’attacco ai portafogli potrebbe bastare per invertire la rotta.

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