Arterite di Horton, cos'è e come si manifesta?

Una delle conseguenze più temibili del disturbo è la cecità parziale o totale

Interessa ogni anno un soggetto ogni 4.500 individui. Ad esserne maggiormente colpiti sono gli anziani e le donne. L'arterite di Horton o arterite a cellule giganti o arterite temporale è una forma di vasculite limitata ai vasi arteriosi. Per vasculite si intende un processo infiammatorio a carico dei vasi sanguigni. Sebbene qualsiasi vaso arterioso possa subire la flogosi, quest'ultima predilige le arterie che attraversano la testa, in particolare il collo e le tempie. Le arterie, tubi flessibili con una parete spessa ed elastica, hanno il compito di trasportare il sangue ossigenato ai vari organi e tessuti del corpo. Quando questi vasi si infiammano, il loro spessore aumentato impedisce il normale flusso sanguigno. Se trascurato, questo disturbo può avere spiacevoli conseguenze.

Non è ancora nota la precisa causa dell'arterite di Horton. Tuttavia si crede che essa possa essere l'esito di una combinazione di fattori genetici e ambientali (infezioni di origine batterica o virale). Il processo flogistico insorge soprattutto nel 15% dei pazienti che soffrono di polimialgia reumatica, ovvero una malattia caratterizzata da un'infiammazione muscolare diffusa che si esprime con dolore e rigidità muscolare. Altri fattori di rischio per lo sviluppo dell'arterite temporale includono: l'età avanzata (è rara in persone con meno di 50-55 anni), sesso femminile (come già accennato nelle donne la probabilità è due volte maggiore rispetto agli uomini), origine scandinava (la motivazione della più marcata incidenza tra le popolazioni del Nord Europa è sconosciuta).

I sintomi dell'arterite di Horton sono assai vari. Nelle fasi iniziali può essere confusa con un'influenza, tuttavia il persistente dolore in corrispondenza delle tempie la distingue da quest'ultima. Con il passare del tempo la sintomatologia pseudo influenzale peggiora. Alla cefalea si affiancano disturbi come perdita della vista, algia alla mascella e sensazione di indolenzimento nell'area temporale del cranio. Altre manifestazioni includono: indolenzimento del cuoio capelluto, febbre, rigidità e dolore ai muscoli di collo e spalle, perdita di peso inspiegabile, gonfiore e indurimento delle arterie interessate. Tre le possibili complicanze dell'arterite di Horton: cecità parziale o totale in seguito al rigonfiamento e al restringimento dei vasi arteriosi, aneurisma aortico e ictus.

La diagnosi si basa sull'esecuzione di esami clinici (anamnesi, prelievo sanguigno, biopsia) e strumentali (risonanza magnetica nucleare, ecografia doppler e tomografia a emissione di positroni). La terapia dell'arterite di Horton prevede la somministrazione di farmaci corticosteroidei. I primi effetti si osservano dopo pochi giorni, tuttavia per la guarigione completa il trattamento va prolungato per almeno uno o due anni. In questo arco di tempo l'andamento della flogosi viene monitorato tramite il test della sedimentazione degli eritrociti e quello della proteina C-reattiva. Eventuali dubbi possono essere fugati mediante l'esecuzione di una ulteriore PET.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.