Così si può tornare a camminare

Le cure offrono al 90% dei pazienti la remissione totale dei sintomi

Luigi Cucchi

Tornare a camminare senza accusare forti dolore che costringono ad arrestarsi dopo pochi passi. Sembra un sogno. Sorprende a tal punto che alcuni anziani gridano al miracolo. Molti scrivono messaggi di ringraziamento ai medici degli ospedali in tutto simili a quelli appesi nelle basiliche: «per grazia ricevuta». La chirurgia lombare ottiene risultati eccellenti dopo che per mesi chiropratici, farmaci, fisiatri e medici hanno registrato tentativi infruttuosi. La mobilità sembra compromessa per sempre. .

Parliamo di stenosi lombare con il neurochirurgo Enrico Aimar . Nato a Cuneo, laureato a Pavia, si è specializzato all'università di Brescia nel 2004. Per sei anni è stato alla neurochirurgia dell'Humanitas e dal 2011 è all'Istituto ortopedico Galeazzi di Milano (www.enricoaimar.it) . Ha partecipato a 4mila interventi di chirurgia della colonna vertebrale, di cui 2300 da primo operatore. «La stenosi lombare afferma - è una patologia su base degenerativa, colpisce un terzo delle persone sopra i 70 anni, è determinata dal progressivo restringimento, causato dall' artrosi, delle spazio a disposizione dei nervi a livello lombare. Il paziente con stenosi lombare non ha dolori a letto da sdraiato, inizia ad accusare formicolio e dolore agli arti inferiori quando inizia a camminare ed è costretto a fermarsi ed a sedersi per poi riprendere la deambulazione. Il motivo è la presenza di instabilità tra le vertebre che ( quando il paziente si mette in moto) determina un peggioramento della stenosi ed ai sintomi ( claudicatio spinalis)».

La diagnosi viene effettuata con l'esecuzione della TAC e della risonanza magnetica lombare. La TAC permette di meglio studiare la struttura ossea. Il trattamento conservativo (fisioterapico, farmacologico con antidolorifici e neurotrofici) è riservato a casi di stenosi lievi. Nelle gravi stenosi con sintomatologia importante vi è l'indicazione alla chirurgia.

«Il trattamento della stenosi lombare consiste in una decompressione del canale vertebrale che si ottiene con un trattamento microchirurgico mininvasivo e può necessitare di posizionamento di mezzi di fissazione tra le vertebre ( artordesi): tale artrodesi in centri come il Galeazzi viene eseguita con un sofisticato apparato intreapoperatorio che consiste nell' uso dell' O.ARM ( TAC intraoperatoria) che consente di eseguire atti chirurgici guidati da un sistema di neuronavigazione intraoperatoria (maggior sicurezza per chirurgo e paziente, precisione e velocità dell' intervento, riduzione della dimensione delle cicatrici e delle perdite ematiche, convalescenza più corta, precoce ritorno alle abituali attività)». Il paziente il giorno dopo l' intervento si mette in piedi in modo autonomo e riprende la deambulazione, i risultati clinici sono ottimi con una remissione dei sintomi nel 90% dei casi. L' Istituto Ortopedico Galeazzi (Irccs) è centro di riferimento italiano per la chirurgia lombare eseguita con tecniche mininvasive e videoassistite. Chirurghi da tutta Italia e dall'estero, ortopedici e neurochirurghi, raggiungono l'Istituto per apprendere queste nuove metodiche. «La chirurgia lombare si sta diffondendo rapidamente per i suoi indubbi vantaggi», afferma il dottor Enrico Aimar ricodando che la metodica mininvasiva in molti centri degli Stati Uniti è già il golden standard per il trattamento di molte patologie. L'utilizzo della tecnica endoscopica video assistita permette di ridurre l'aggressività chirurgica.

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