Covid-19, dal mal di schiena alla maskne: i vari disturbi del lockdown

Il coronavirus ha rivoluzionato molti aspetti della vita e provocato alcune problematiche che, se non affrontate, possono diventare croniche

Il Covid-19, questo nemico invisibile ma spietato, ha rivoluzionato le nostre esistenze e continua a farci sopravvivere in un tempo sospeso al quale ancora facciamo fatica ad abituarci. Tra il costante timore di essere contagiati e di contagiare, il distanziamento sociale e la quarantena, sono numerosi gli effetti negativi che si riverberano sul benessere sia fisico che psichico.

Negli ultimi tempi si è focalizzata l'attenzione sull'inevitabile stress che la pandemia sta provocando e sulle patologie legate alla permanenza in casa. Problematiche che, se non vengono affrontate nell'immediato, possono portare a conseguenze durature e difficili da superare, una volta cronicizzate. Dalla maskne alla pandemic fatigue, vediamo insieme quali sono i disturbi più comuni.

Covid-19 e pandemic fatigue, quando ci si sente perennemente stanchi

Con il termine "pandemic fatigue", ovvero "stanchezza da Covid" si indica uno stato di spossatezza mista a preoccupazione e sfiducia, a fronte di una situazione pandemica di cui non si intravede la fine. A rischiare maggiormente sono tutti quei gruppi di popolazione che non possono contare su fattori di protezione sia individuali che collettivi, tra cui autostima, autosufficienza, capacità di giudizio critico. Fondamentali, poi, si rivelano le reti scolastiche e lavorative, il substrato socio-economico di appartenenza e il sistema di credenze e di valori che il soggetto acquisisce per cultura e formazione personale.

Ansia, umore depresso, attacchi di panico. La pandemic fatigue non solo si traduce in sintomi fisici e cognitivi ma, secondo dati statistici, potrebbe rendere gli individui meno attenti al rispetto delle regole per mancanza di fiducia o perché il prezzo per proteggersi dal contagio è troppo alto da pagare. La parola chiave per affrontare questa condizione è solo una: resilienza, cioè la capacità di impostare nuove abitudini di vita e di percepire i vari cambiamenti come transizioni necessarie per uscire dal tunnel.

Covid-19 e smart working, il mal di schiena è in agguato

Se già prima dell'emergenza Covid-19 circa 3 italiani su 4 soffrivano di dolori posturali, nel periodo di lockdown, complice lo smart working, questi disturbi sono peggiorati. In pole position tra i sintomi più diffusi c'è il mal di schiena, seguito dalla cervicalgia e dai dolori alle articolazioni inferiori. Oltre alle posture scorrette assunte mentre si lavora o mentre si passa il tempo davanti al pc, a peggiorare la situazione è la mancanza di attività fisica, con il conseguente aumento di peso.

Per porre rimedio, prima di ricorrere ai farmaci, è fondamentale assumere comportamenti in grado di migliorare la salute della schiena. Ad esempio, se si trascorrono molte ore seduti, è bene alzarsi frequentemente, fare qualche passo e magari anche un po' di stretching per il collo e le braccia. Quando si sta seduti, poi, i piedi devono essere poggiati a terra, il ginocchio deve formare un angolo di novanta gradi e il bacino non deve scivolare sulla sedia.

Covid-19 e maskne, ovvero l'acne da mascherina

Uno dei mezzi che ci consente di proteggersi dal Covid-19 è la mascherina, ma il suo uso prolungato può dar luogo alla cosiddetta "maskne", ovvero una serie di problematiche cutanee, tra cui prurito, eritema, brufoli, gonfiore, dolore. A questi sintomi si aggiungono cute secca e screpolata e, nei soggetti predisposti, dermatite seborroica.

L'acne da mascherina è l'esito di una serie di fattori: attrito costante, umidità derivante dagli atti respiratori, crescita eccessiva di lieviti e/o batteri. L'occlusione generata dal dispositivo di sicurezza consente al sebo e allo sporco di accumularsi e, in presenza di lesioni da attrito, di penetrare negli strati più profondi della cute. Per prevenire la maskne è fondamentale lavare il viso con un detergente specifico due volte al giorno e poi idratarlo con prodotti non aggressivi, ricchi di antiossidanti e di sostanze funzionali in grado di controllare le irritazioni. Tra queste si ricordino la vitamina E, la niacinamide, la glicerina e le ceramidi.

Covid-19 e sindrome della capanna, ecco come si manifesta

Ne soffrono circa un milione di italiani. La sindrome della capanna, che non è un vero e proprio disturbo mentale, è caratterizzata dal desiderio di rimanere a casa, dove ci si sente al sicuro e lontani da qualsiasi minaccia esterna. Prima dell'emergenza Covid-19, si riscontrava maggiormente nelle popolazioni delle regioni del Nord America costrette a restare chiuse nelle proprie abitazioni a causa degli inverni troppo rigidi.

Colpisce in particolar modo soggetti fragili, ansiosi, depressi e tutti coloro che fanno fatica ad abituarsi alle novità. Per superare la sindrome della capanna gli psicologi consigliano di allenarsi al cambiamento ogni giorno con gesti semplici, ad esempio leggendo un volume diverso da quelli a cui solitamente ci si approccia o modificando un'abitudine consolidata nel tempo. Si deve focalizzare l'attenzione sulla razionalità, per allontanare così i pensieri catastrofici e cercare di imparare a convivere con il virus.

Covid-19 e lockdown, attenzione alla secchezza oculare

In quarantena non solo si lavora da casa, ma si trascorre anche più tempo davanti alla televisione o ai videogiochi. Prurito, bruciore, irritazione, fastidio alla luce, iperemia, difficoltà nell'apertura della palpebra al risveglio. Sono tutti sintomi del cosiddetto occhio secco, ovvero un disturbo dalla disidratazione della congiuntiva e della cornea, dovuta principalmente a una riduzione quantitativa o a un'alterazione quantitativa del film lacrimale che lubrifica e protegge l'occhio.

Per ovviare a questa problematica, oltre all'instillazione di lacrime artificiali, gli oculisti consigliano di seguire la regola del 20/20/20. Ogni 20 minuti di visione da vicino, si deve fissare un punto molto lontano per almeno 20 secondi. Ogni 20 minuti, inoltre, si raccomanda di chiudere le palpebre e poi strizzarle leggermente per pochi secondi.

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