Salute

Dismenorrea, quando le mestruazioni sono dolorose

A seconda della tipologia, primaria o secondaria, esistono delle terapie mirate

Dismenorrea, quando le mestruazioni sono dolorose

A essere particolarmente a rischio sono le ragazze con meno di 20 anni, quelle che hanno avuto il primo ciclo prima degli 11 anni, le fumatrici, le nullipari e coloro che presentano un flusso irregolare e abbondante. Con il termine dismenorrea si indicano i dolori associati alle mestruazioni. Si tratta di una delle più comuni condizioni di ambito ginecologico, non è infatti un caso se ne soffrono donne di ogni rango sociale e di ogni parte del mondo. Generalmente il disturbo non è associato a complicazioni a carico dell'apparato riproduttivo, ma se a provocarlo sono specifiche patologie, il dolore tipico della dismenorrea può interessare anche la fase pre e post mestruale e compromettere in modo serio l'esistenza di chi ne è affetto.

Esitono due tipi di dismenorrea, primaria e secondaria. Quella primaria inizia solitamente 6-12 mesi dopo il menarca, si acuisce verso i 16-17 anni e tende ad attenuarsi nella seconda decade della vita. Talvolta scompare con la nascita del primo figlio. I dolori compaiono poche ore prima della mestruazione e persistono per uno o due giorni. Quella secondaria, invece, è spesso conseguenza di anomalie dei genitali interni (endometriosi, adenomiosi, stenosi della cervice uterina, malattia infiammatoria pelvica, neoplasie uterine maligne o benigne). L'algia è presente durante tutto il periodo mestruale e non è raro che si estenda anche alla fase follicolare. Fattori di rischio della dismenorrea includono: l'obesità o la magrezza eccessiva, il menarca precoce, la nulliparità, gli abusi sessuali, la menorragia.

Uno dei sintomi principali della dismenorrea è il dolore. Esso si presenta con fitte spasmodiche o crampiformi al basso ventre, che possono irradiarsi alla schiena o all'interno coscia. Durante le mestruazioni le cellule endometriali in disfacimento vengono espulse attraverso la contrazione della muscolatura uterina. Tali contrazioni sono amplificate dalle prostaglandine e da altre molecole pro-infiammatorie. Per questo motivo un alto livello di prostaglandine è associato ad un aumento delle algie durante la fase mestruale. Secondo alcuni studiosi le intense contrazioni uterine bloccano o riducono l'afflusso di sangue all'utero, provocando così una manifestazione dolorosa simile a quella dell'angina pectoris. Altri segni clinici della dismenorrea includono: tensione mammaria, vertigini, svenimenti, nausea, diarrea, lombalgia, stanchezza, nervosismo e sbalzi d'umore.

La diagnosi verrà effettuata durante la visita ginecologica tramite un'ecografia transvaginale. In caso di dismenorrea secondaria potranno essere prescritti esami più specifici, quali risonanza magnetica, laparoscopia, isteroscopia. La terapia più indicata dipende dalla patologia associata. In caso di dismenorrea primaria, invece, la cura si basa essenzialmente sulla somministrazione di anticoncezionali e di farmaci antinfiammatori non steroidei al fine di contrastare le algie. Per ridurre gli spasmi muscolari in fase premestruale è utile, altresì, l'assunzione di magnesio.

Commenti