Feocromocitoma, il tumore che colpisce il surrene

Nel 90% dei casi è benigno, tuttavia può dar luogo a una sintomatologia piuttosto importante

La sua incidenza, rara, si stima tra i 2 e gli 8 casi per milioni di abitanti. Il feocromocitoma è un tumore che si sviluppa nel surrene, per la precisione colpisce la zona midollare, quella più interna, dove si trovano le cellule cromaffini. La neoplasia, per la quale si riconosce una certa predisposizione genetica, è maggiormente diffusa tra i giovani adulti e nelle fasce intermedie di età. Generalmente essa interessa un'unica ghiandola surrenale, tuttavia esistono delle eccezioni. Poiché le cellule cromaffini si trovano anche nel tessuto nervoso, il tumore può avere anche una localizzazione extrasurrenale. In questo caso si parla di paraganglioma, ovvero una forma cancerosa che colpisce il collo, il cuore, la vescica e la parte posteriore dell'addome. Nel 90% dei casi il feocromocitoma è benigno, ma determina sintomi piuttosto importanti.

Collocati nella parte superiore dei reni, i surreni producono nella loro parte centrale due ormoni fondamentali chiamati adrenalina e noradrenalina, o anche catecolamine. Essi, lavorando in sinergia, regolano la risposta dell'organismo agli stress psicofisici e lo preparano alla nota reazione di attacco e fuga. In tale situazione il cuore aumenta la forza e la frequenza contrattile, i bronchi, le pupille, i vasi sanguigni si dilatano e, a livello epatico, viene stimolata la glicogenolisi. Sempre allo scopo di preparare l'organismo all'imminente attività fisica, i processi digestivi subiscono un rallentamento, contrariamente la pressione arteriosa aumenta e la vescica si rilassa.

La secrezione di catecolamine da parte del feocromocitoma si accompagna ad una sintomatologia specifica: ipertensione, improvviso mal di testa, pallore, sudorazione profusa, ansia, nervosismo, tremori, palpitazioni, dolore toracico, perdita di peso. Tra i segni clinici della neoplasia, rientrano anche i disturbi gastrointestinali: nausea, vomito, dolori addominali e alterazioni del metabolismo glucidico, come diabete e ridotta tolleranza al glucosio. In rapporto al rilascio di catecolamine le manifestazioni possono presentarsi in modo accessionale (attacchi improvvisi e violenti che durano meno di un'ora) o in maniera continua. I sintomi possono poi essere esacerbati dall'uso di alcuni medicinali (metoclopramide, atropina, farmaci MAO-inibitori), droghe (amfetamine, cocaina), dall'abuso di caffè e di alimenti ricchi di tiramina.

La diagnosi si basa sul dosaggio di adrenalina e noradrenalina e dei relativi metaboliti nel sangue e nelle urine. Se i livelli sono elevati si esegue una TAC, una PET e una risonanza magnetica addominale per individuare l'esatta localizzazione del feocromocitoma. La terapia d'elezione è di tipo chirurgico. Con l'asportazione del surrene colpito dal tumore, nella maggior parte dei casi i sintomi tendono a svanire. Qualora il cancro interessi ambo le ghiandole, dopo l'operazione si deve stabilire una terapia sostitutiva cronica per rimpiazzare i vari ormoni surrenali, come il cortisolo e l'aldosterone. In attesa dell'intervento risulta indispensabile l'assunzione di farmaci alfa e beta bloccanti per controllare i valori pressori.

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