Virus, dal fumo alla genetica: perché cosi tanti morti in Italia

Tra le possibili motivazioni legate all'alto tasso di mortalità in Italia per il Covid-19, il gerontologo Antonelli Incalzi ha individuato le malattie croniche, uno stile di vita non del tutto sano e l'inquinamento atmosferico nelle città del Nord

Virus, dal fumo alla genetica: perché cosi tanti morti in Italia

Da quando si è diffusa la nuova epidemia causata dal coronavirus, l'Italia ha registrato 28.710 contagi, 2.978 decessi e 4.025 guariti. E il nostro Paese, soprattutto in alcune aree, ha contanto un elevato numero di anziani morti a causa del Covid-19, in proporzione più che in Cina, dove si sono registrati i primissimi casi. Secondo quanto riportato da La Stampa, però, il professor Raffaele Antonelli Incalzi, presidente della Società italiana di gerontologia e primario di Geriatria al campus biomedico di Roma, ha provato a dare una spiegazione al fenomeno, anche se non risulta del tutto chiaro.

La multimorbilità degli anziani

Tra i motivi che vedono gli anziani più esposti c'è la loro multimorbilità, cioè la compresenza di molteplici malattie croniche, che tra le persone di una certa età, in Italia, è piuttosto elevata. Ma secondo il professor Antonelli Incalzi a influire è anche la maggiore attenzione, nel nostro Paese, alla salute degli anziani: "Poiché sono generalmente più seguiti e tutelati, a fronte di malattie note e quindi più facilmente combattibili, ora che il nemico è l'ignoto coronavirus, gli anziani diventano molto più esposti e vulnerabili".

Geni e inquinamento

Non è esclusa nemmeno una componente genetica, che rende la popolazione senile italiana più predisposta rispetto a quella cinese, ma l'attenzione, secondo quanto riportato dall'esperto, è da rivolgere anche all'inquinamento atmosferico. E in questo senso è l'Italia del nord la parte più colpita: "A parte la diffusione del virus per un contagio con effetto domino, la bassa pianura padana, lo scorso febbraio, ha registrato un livello di inquinamento atmosferico molto alto. L'esposizione all'aria inquinata non ha quindi favorito la 'clearance mucociliare', ossia le ciglia sull'epitelio dell'intero appartato respiratorio non hanno lavorato come avrebbero dovuto, non hanno cioè eliminato il muco che, anzi, è ristagnato e ha quindi favorito l'infezione".

Il problema del fumo

E oltre ai geni, l'alto numero delle malattie e i fattori legati all'inquinamento, una parte rilevante, con questo virus, la sta giocando anche il fumo. "Tra i nostri anziani, ancorché con malattie croniche, c'è un elevato tasso di fumatori", ha spieato il professore. Anche se, in termini di vulnerabilità, la variabilità è individuale, soprattutto in età avanzata. "La riserva omeostatica, ovvero la capacità di far fronte alle emergenze, cambia più facilmente da persona a persona. Però non bisogna disperarsi, non bisogna cedere al timore di non riuscire a guarire", ha chiarito il medico. Che aggiunge: "In effetti, l'ideale è non ammalarsi, puntare sulla prevenzione".

I consigli agli over 65

Come spiegato dallo specialista, esistono comunque dei suggerimenti per le persone che hanno superato i 65 anni di età: "Devono attenersi scrupolosamente alle regole: non uscire di casa, evitare categoricamente contatti sociali, disinfettare gli oggetti che ricevono nella propria abitazione, lavarsi spesso le mani. Se vivono insieme a figli o a nipoti devono mantenere da loro una distanza di almeno due metri, per contenere il pericolo". E alla domanda se da anziani è possibile potenziare ancora il proprio sistema immunitario, Antonelli Incalzi ha dichiarato che non esistono terapie ad hoc per rafforzarlo, ma l'importante è anche "mangiare bene, in modo sano, seguendo una dieta di prodotti anti-ossidanti".

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