Passi avanti in direzione del pancreas artificiale

Luisa Romagnoni

Sempre più vicini al traguardo di un pancreas artificiale. Ovvero di un sistema tecnologico che consenta di controllare i livelli di glucosio 24 ore al giorno, 7 giorni su 7 e che eroghi automaticamente l'esatta quantità di insulina necessaria. Un risultato straordinario, che potrà ridurre per le persone con diabete di tipo 1 (circa 250mila in Italia di cui 20mila di età giovanissima), il peso della gestione della loro condizione. Se n'è parlato di recente a Roma nel corso dell'incontro scientifico «Meet the Scientist. La rivoluzione tecnologica nel diabete». Tappa intermedia verso l'obiettivo del pancreas artificiale, è la conclusione dell'iter di approvazione di un nuovo sistema ibrido ad ansa chiusa (di Medtronic): consente un controllo automatico dei livelli di glucosio 24 ore al giorno. Appena approvato in USA dalla Food &Drug Administration il dispositivo ha dimostrato in uno studio clinico pubblicato sul Journal of the American Medical Association (Jama), di essere sicuro. Nello specifico: le 124 persone con diabete di tipo 1 arruolate in 10 centri (9 negli USA e 1 in Israele), hanno avuto minor variabilità glicemica, si sono mantenute più a lungo all'interno del range di valori prefissati, sono state meno esposte a fenomeni di ipo o iper glicemia e hanno ottenuto una riduzione dei valori dell'emoglobina glicata- I prossimi passi prevedono l'introduzione di una sempre maggiore automatizzazione del sistema. Il pancreas artificiale sarà composto da tre elementi: un microinfusore di insulina, un sistema di monitoraggio continuo della glicemia (Cgm) e algoritmi avanzati, ovvero formule matematiche all'interno del microinfusore di insulina che calcolino quanta ne va somministrata in modo completamente automatico. Guardando al presente, è già disponibile, il sistema integrato MiniMed 640 G. Si tratta di una soluzione terapeutica, dotata di un'innovativa tecnologia che consente di prevedere l'insorgenza di episodi ipoglicemici ed evitarli, interrompendo preventivamente l'erogazione di insulina per il tempo necessario. Può aiutare a prevenire oltre l'80 per cento degli eventi ipoglicemici. Fenomeni in media bisettimanali.

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