Sarcoidosi, di cosa si tratta e quali sono i sintomi?

La malattia, alle volte, non dà segni e viene scoperta dal paziente ignaro durante analisi di routine

Sarcoidosi, di cosa si tratta e quali sono i sintomi?

Colpisce più frequentemente individui di età compresa fra i 20 e i 40 anni, con un picco di incidenza nelle donne in menopausa di età superiore ai 50 anni. Sembra proprio che sia il sesso femminile ad esserne lievemente più coinvolto. Le statistiche, infatti, parlano di 16,5 uomini interessati su 100mila sani contro 19 donne su 100mila sane. Non esistono dati certi su questa patologia relativamente comune, tuttavia il tasso di mortalità parrebbe essere compreso tra il 5 e il 10%. Con il termine sarcoidosi si indica un disordine multisistemico cronico a carattere prettamente infiammatorio. La malattia, che potenzialmente può danneggiare qualsiasi organo, predilige in particolar modo i polmoni, gli occhi, i linfonodi e la pelle. Essa venne descritta per la prima volta nel 1800 e si caratterizza per la presenza di granulomi, ovvero piccoli agglomerati di cellule infiammate che si propagano in differenti sedi anatomiche.

Ad oggi, nonostante numerose ricerche, non sono ancora chiare le cause della sarcoidosi. Si è ipotizzato che alla base della stessa vi sia una predisposizione genetica e che, in codesti pazienti, il disturbo sia a sua volta innescato da infezioni batteriche o virali. Indiscutibilmente gli ammassi cellulari coinvolti nel processo flogistico sono l'esito di un'aggregazione incontrollata di alcune cellule del sistema immunitario. Esistono, poi, dei fattori di rischio in grado di predisporre l'insorgenza dalla patologia: il sesso femminile, l'età superiore ai 50 anni, la familiarità, l'esposizione prolungata per motivi occupazionali a berillio, alluminio e zirconio. Ancora vivere nei Paesi Scandinavi. I numerosi casi di sarcoidosi registrati in queste località sono forse una conseguenza del clima e dell'umidità qui presenti.

Segni tipici della sarcoidosi sono i granulomi. Si tratta di ammassi cellulari infiammati dall'intensa attività proliferativa. All'esame di laboratorio il granuloma appare composto da una zona centrale e da una zona periferica. Questi agglomerati di cellule, che originano nei polmoni per poi diffondersi in altre zone (cute, milza, linfonodi, fegato, sistema nervoso centrale, occhi, reni) possono riassorbirsi completamente o creare danni irreparabili. Poiché la lesione dipende dal distretto interessato, ne consegue che se vengono coinvolti organi importanti come il cuore, il paziente rischia anche la morte. Non tutte le sarcoidosi sono sintomatiche. La malattia, alle volte, viene diagnosticata in pazienti ignari durante analisi di routine. Oltre ai granulomi, i sintomi di carattere generale più comuni sono: malessere diffuso, febbre o febbricola, inappetenza. Ancora affaticamento, calo ponderale, artrarlgia o dolore alle articolazioni. Il 45% dei pazienti lamenta una triade della sintomatologia a cui poc'anzi si è accennato.