È scattata all'alba di martedì l'operazione di polizia e carabinieri, coordinati dai magistrati Roberto Cavallone e Antonella Politi che ha portato all'arresto del presidente della Sanremese Marco Del Gratta, di suo padre Riccardo, direttore sportivo della società biancoazzurra, e di altre sei persone tutte implicate nella torbida storia di minacce ad alcuni giocatori della Sanremese per la rescissione del contratto. Era da tempo che questa voce circolava in città e ieri ha segnato la morte del calcio professionistico ponentino.
Nel dopopartita di Sanremese Valenzana di domenica scorsa, Marco Del Gratta era sceso in sala stampa a gridare allo scandalo e al complotto contro la sua squadra, per via di alcuni torti arbitrali subiti in questo campionato. Nessuno avrebbe mai pensato che qualche giorno dopo, l'uomo che lanciava appelli sulla correttezza nel calcio, fosse il mandante delle minacce subite da alcuni giocatori della Sanremese. Il bomber argentino ex Napoli ed Udinese, Roberto Carlos Sosa, interrogato dagli inquirenti ha riconosciuto il volto di Nicola «Niki» Trazza e questa testimonianza ha dato un input alle indagini. Tutto è cominciato il 16 dicembre 2010 quando Nicola Trazza uccise in un negozio di ortofrutta di Sanremo il suo amico e compaesano Giovanni Isolani: entrambi qualche ora prima si trovavano all'allenamento della Sanremese dove avevano minacciato «El Pampa» Sosa puntandogli la pistola sul ginocchio, dicendogli «Se non te ne vai ti roviniamo!». Quindi se la famiglia Del Gratta era la beneficiaria di queste azioni chi era il mandante? Secondo i magistrati era Davide Ventre di Sanremo, che ha «sguinzagliato» i due calabresi per sistemare questa faccenda d'affari poco limpidi.
Ma non finisce qui. Nella rete delle minacce subìte c'è cascato anche Marco Del Gratta, infatti dopo l'arresto di Niki Trazza per l'omicidio dell'amico Giovanni Isolani, dalla Calabria è salito il fratello di Trazza, Rocco, insieme a Sergio Briatore, che è andato da Del Gratta a estorcergli 10mila euro, visto che Niki è andato in galera per colpa sua. Dal palazzo di giustizia di Sanremo, fanno sapere che l'indagine non terminerà certo qui.
Sanremese, presidente in cella per le minacce ai suoi calciatori
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