Un nuovo capitolo di una carriera che ha posto la risata e il surreale come carburante di un viaggio comico unico. Ecco perché quel capitolo Alessandro Besentini e Francesco Villa - in arte Ale & Franz non potevano che modellarlo in una forma irregolare: Capitol'ho, questo il titolo del nuovo show in tournée nel Nord Italia (domenica la coppia è attesa al Teatro Sociale di Busto Arsizio, molte le date lombarde, chiusura dal 23 al 26 aprile al Teatro Alfieri di Torino), previsto a Milano solo nella prossima stagione. "A marzo 2027, al Teatro Lirico, un palcoscenico che sentiamo come una casa" spiega Ale. Non a caso proprio Ale & Franz furono i protagonisti del primo spettacolo al redivivo Lirico dopo 22 anni di chiusura. Loro non lo diranno mai, ma il privilegio dei milanesi sarà assistere a uno show a quel punto rodatissimo, trasformato in una macchina perfetta.
Dunque, cosa c'è da capire in questo "Capitol'ho"?
Ale: "Che ci sentiamo pronti per una nuova fase della nostra storia. Portiamo in scena sempre storie di personaggi caricaturali, ma dentro aggiungiamo molto di noi: delle nostre abitudini, delle nostre paure".
Quali paure hanno Ale & Franz?
Franz: "Quelle di tutti. Guardi avanti e incroci le dita. Per modo di dire eh, perché non siamo particolarmente scaramantici. Ma questo è davvero il periodo migliore per noi: siamo cresciuti come artisti e come uomini, abbiamo raggiunto una maturità che ci sta facendo divertire molto sul palco".
Trentadue anni insieme, la domanda sul segreto di Ale & Franz non possiamo evitarla.
Ale: "Riusciamo sempre a trovare progetti stimolanti. Certo, l'amicizia conta, e poi c'è la fortuna di essere complementari. Forse è quella che non ci permette di annoiarci".
Più giovani di Zelig Cabaret, che nacque in viale Monza nel 1986, ma più vecchi di Zelig in tv, che sta festeggiando i 30 su Canale 5: cosa resta di quel rapporto?
Franz: "Non è mai finito. Siamo recentemente passati in tv per celebrarlo, portando frammenti di questo nuovo show. Da Zelig abbiamo avuto tanto".
Ale: "Abbiamo condotto anche Zelig On con Paolo Ruffini e Lodovica Comello, cinque puntate con giovani comici nel cast. Ripeteremo l'esperienza, lavorare tra i giovani è stimolante: nei loro occhi vediamo l'entusiasmo con cui siamo partiti noi".
Tornando a "Capitol'ho": si può svelare qualche anticipazione?
Ale: "Giochiamo tra passato e presente: nuovi testi su personaggi conosciuti come i celebri vecchietti che mugugnano e finiscono in incomprensioni surreali, ci sono le chiamate folli dai call center. Poi ci divertiamo a sbeffeggiare diversi tic attuali come il complottismo, una malattia antica ma che di questi tempi i social hanno amplificato a dismisura. A noi fanno molto ridere i rettiliani, loro sono davvero il top: credono alla presenza di alieni muta-forma nascosti tra noi".
La scenografia dello show sarà particolare?
Franz: "Ecco su questo manteniamo segretezza, per motivi di sorpresa: diciamo che si basa sul concetto del teatro nel teatro e stimola l'interattività del pubblico".
Questa sera siete attesi al Festival di Sanremo: un nuovo "capitolo" se c'è n'è uno.
Ale: "Ci ha chiamati il rapper J-Ax per la serata delle cover. Canteremo E la vita E La vita nella Ligera County Fam insieme a Paolo Rossi, Paolo Jannacci e Cochi. Quest'anno Milano alza la voce all'Ariston".
La comicità in tv sta rifiorendo: c'è un motivo particolare?
Ale: "Da quando sono bambino la vedo fiorire in tv, a fasi
alterne di popolarità. Ma non è mai scomparsa. Oggi va molto sui più svariati canali e piattaforme. Penso siano i tempi inquietanti che ci è dato di vivere ora. Ce n'è bisogno. La comicità è un'arte nobile di sopravvivenza".