A Santa il piano della città è scritto da King e Giovenale

Accidenti se piacciono le citazioni dotte in quel di Santa Margherita Ligure. Soprattutto in consiglio comunale e soprattutto con un sindaco come Roberto De Marchi che col latino «abundat» e tra etimologia e semantica sigla i programmi di mandato. Tant'è che nel consiglio di martedì, dopo le schermaglie sui denari «trasferiti dal capitolo del sociale alla manutenzione degli impianti di stabili comunali» («che poi con è proprio così» rintuzza l'assessore Raggi), la giovane consigliera di maggioranza Vera Cattoni, pro domo sua, cita Giovenale con «il fanciullo merita rispetto» e il collega Angelo Bottino invoca il Martin Luther King del grande sogno. Perché in discussione c'è l'approvazione del documento programmatico della Santa che sarà, passato con i voti della maggioranza, minoranza contro, Chiarelli astenuto.
Il via al minuetto con Bottino: «Ogni amministrazione all'inizio ha la voglia di realizzare un sogno - stuzzica il consigliere -. Quanto ho ascoltato è condivisibile, questa fase progettuale, espressa con buona letteratura antica e inserti filosofici, lascia intravedere interessanti prospettive». Con i dovuti distinguo naturalmente, che «i progetti più importanti sono quelli comprensoriali». Anche il collega ed ex sindaco Claudio Marsano non disdegna il contropelo e sbatte sul tavolo un po' di cose fatte da lui, col memento che «al di là del lessico forbito, non si può cancellare il passato». Più duro il consigliere Pdl Gianni Costa, che vabbé, sì, qualche spunto buono nel programma c'è, ma in sostanza «è aria fritta».
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