Scajola: «Il mio Piano Africa darà un impulso agli investimenti italiani»

Maputo (Mozambico)Un «Piano Africa, varato insieme alla Farnesina, per dare un impulso ai rapporti economico-commerciali e stimolare gli operatori italiani a investire in quest’area». Lo ha presentato a Maputo il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, a margine della missione organizzata dall’Ice con al seguito una quarantina di imprese italiane assistite da Sace e Simest. Una nuova politica «per coinvolgere l’intero continente», definendo i settori strategici sui quali fondare la collaborazione: grandi opere, agroindustria, energia.
«Il Mozambico - ha detto Scajola - è un Paese che coniuga stabilità politica e crescita economica (Pil 2008 al 6%) a un elevato grado di apertura agli investimenti esteri e, a differenza del vicino Sudafrica, ha risentito solo marginalmente della crisi globale. Occorre quindi cogliere l’occasione adesso, incrementando la presenza di aziende italiane e gli investimenti produttivi stabili».
Non solo grandi imprese, quindi. Sono enormi, infatti, le opportunità per le medio-piccole che «possono esportare qui, oltre ai macchinari, anche manodopera qualificata, modelli di sviluppo, formazione, know how e tecnologie». Tra i settori economici più appetibili l’energia (Eni ha una licenza per ricerche petrolifere fino al 2011 rinnovabile per quattro anni). Per quanto riguarda le energie alternative esiste un accordo tra l’italiana Moncada e la mozambicana Petromoc per la produzione di biocombustibili. E si parla già di un investimento di 53 milioni di dollari per un parco eolico.
Il settore agricolo è in crisi (vengono importate 600mila tonnellate di farina e 315mila di riso): è qui l'opportunità più ghiotta per le aziende italiane di settore.
Infine il turismo. Sono in corso contatti tra la compagnia aerea Meridiana e le autorità locali per due progetti: un polo turistico nel Nord del Paese e un volo diretto Maputo-Roma in collaborazione con la compagnia di bandiera del Paese.
Scajola è giunto a Maputo ieri, direttamente da Johannesburg: «Laggiù - ha detto - la nostra ambasciata, Ice, Simest, Sace e Abi stanno lavorando bene. Auspico un coinvolgimento sempre più attivo delle associazioni di categoria». Diversa, infatti, è la situazione in Sudafrica, dove la presenza dei nostri grandi gruppi è massiccia: Finmeccanica, Pirelli, Ansaldo Energia (trattative con la filiale sudafricana di Suez per la fornitura di due impianti energetici da 500 milioni), Gruppo Fiat. E ancora: Magneti Marelli (Fiat Group), Cmc di Ravenna, Techint Tecnologies, Duferco, Mediterranean Shipping Company-Msc (cargo marittimo), Parmalat, Luxottica e Ferrero.

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