Scandalo in Ulster La polizia copriva i killer protestanti

Prove distrutte, rapporti falsi e ricerche di arsenali bloccate Un rapporto dimostra che gli agenti britannici hanno protetto per 12 anni un gruppo terrorista

Scandalo in Ulster La polizia copriva i killer protestanti

da Londra

Hanno coperto almeno una quindicina di omicidi ed altri reati. Hanno chiuso entrambi gli occhi sui traffici illeciti e sulle loro estorsioni. Qualche volta li hanno perfino finanziati. Secondo uno scioccante rapporto di Nuala O’Loan, difensore civico del Parlamento nord-irlandese, proprio questo avrebbe fatto, per circa 12 anni, la polizia dell’Ulster collusa con l’Uvf, un feroce gruppo paramilitare protestante in guerra dichiarata con i cattolici dell’Ira.
Dopo un minuzioso lavoro durato tre anni, O’Loan ha diffuso una relazione inquietante che mette sotto accusa la Ruc, ovvero la Royal Ulster Constabulary (il nome della polizia dell’Irlanda del Nord fino al 2001), per gli atti di profonda corruzione evidenziatisi tra il 1991 e il 2003 e denunciati più volte dai rappresentanti della minoranza cattolica. Più di 160 pagine di prove, nero su bianco, di quella che è stata definita una «disfunzione organizzativa» del reparto speciale della Ruc, all’epoca composta soltanto da protestanti e guidata da sir Ronnie Flanagan, che attualmente dirige l’Ispettorato di polizia. Dopo le rivelazioni, sono stati in parecchi a chiedere le sue immediate dimissioni.
A dare l’avvio all’inchiesta era stato l’omicidio di Raymond Cord Junior, perpetrato nel 1997 proprio dai militanti fuorilegge dell’Uvf. Figura centrale del rapporto di O’Loan è Mark Haddock, un ex leader del gruppo protestante che si trova tuttora in galera per aver aggredito il buttafuori di un night club. Lo scorso maggio uno dei suoi ex “colleghi” aveva tentato di ucciderlo, ma lui è sopravvissuto sebbene sia stato raggiunto da sei pallottole. Dal rapporto risulta che ad Haddock furono pagate almeno 80mila sterline, tra il ’91 e il 2003, per informazioni passate alla Ruc.
Il rapporto del difensore civico spiega che fonti «affidabili» dei servizi segreti affermano che Haddock e alcuni suoi compagni sono collegati ad almeno una decina di omicidi commessi in quegli stessi anni, nonchè a un attentato contro la sede di Monaghan del Sinn Fein, traffico di droga, sparatorie e altri dieci tentativi di omicidio. Estorsioni e atti intimidatori erano in questo inquietante contesto un quotidiano corollario. In alcuni casi sembra che gli informatori meno scafati venissero guidati negli interrogatori dai loro stessi contatti all’interno della sezione speciale per evitare qualche passo falso che li avrebbe portati ad autoincriminarsi.
«Come conseguenza dell’atteggiamento del reparto speciale – spiega O’Loan nel rapporto – la posizione dell’Uvf a Belfast Nord e a Netwonabbey si è rafforzata nel corso degli anni. Ma la guerra al terrorismo di quel periodo non può essere considerata una scusante. Posso comprendere quanto difficile fosse la situazione allora. Quello che non comprendo, visto il livello di informazioni acquisite dal sistema – ha concluso il difensore civico – è come si potessero ancora utilizzare questi informatori».
Il rapporto della O’Loan ha suscitato un vespaio di reazioni, soddisfacendo la parte dei cattolici che da anni chiedeva giustizia, irritando alcuni funzionari ancora ai vertici della polizia. Nel corso della sua inchiesta, il difensore ha interrogato più di cento poliziotti e molti di loro si erano rivelati estremamente reticenti. Tre erano stati perfino arrestati. Ieri alcuni ex componenti del reparto speciale hanno rispedito tutte le accuse al mittente definendole assolutamente «infondate». Ma si sa già che alcuni casi di omicidio verranno riaperti e Peter Hain, ministro britannico per l’Irlanda del Nord, ha dichiarato di attendersi dei provvedimenti giudiziari sul caso.
La denuncia della O’Loan è stata reso pubblica in un momento particolarmente importante per i rapporti tra cattolici e protestanti dell’Ulster. Il leader del Sinn Fein, Gerry Adams, è chiamato proprio in questa settimana a decidere se appoggiare o meno il nuovo sistema di polizia e giustizia varato nel suo Paese. E il suo sostegno è fondamentale per consentire una gestione amministrativa congiunta della provincia.

Ieri, il suo commento sul rapporto appena pubblicato è stato duro, ma non sorpreso. «L’inchiesta ha scoperto soltanto la punta dell’iceberg, dobbiamo – ha dichiarato Adams – assicurarci che la polizia non possa mai più abusare del suo potere».

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