Braille, solitudine e dipendenza: il soul di Ray Charles che illumina le tenebre

La storia di Ray Charles, rimasto cieco da bambino, con una vita costellata di abbandoni, lutti e dipendenze. La forza interiore l'ha fatto diventare un mito della soul music

Ray Charles - Lo scemo del villaggio

Il 23 settembre del 1930 in Georgia nasce il mitico Ray Charles.

È un bambino vivace e molto intelligente ma con la "sfortuna" di essere nato nero, come dice lui stesso, e in una famiglia povera, in un periodo storico in cui il colore della pelle determina la libertà.

Il padre abbandona la famiglia subito dopo la sua nascita e la madre è costretta a sgobbare in una piantagione di tabacco per assicurare un futuro decente ai figli.

A soli tre anni il signor Pitman, proprietario di un jazz cafè, il Red Wing Cafè, dove Ray trascorre lunghe giornate ascoltando boogie e jazz, lo fa sedere sullo sgabello di un pianoforte ed è l’inizio di una straordinaria carriera.

La vita però non è molto clemente con lui: a soli cinque anni muore il fratellino, annegato in una vasca del bucato proprio davanti ai suoi occhi, e a sette anni perde totalmente l’uso della vista. Resta solo con la madre, una donna forte e determinata che non si arrende, anzi, lotta con tutte le forze per dare un futuro a Ray.

Riesce a iscriverlo a una scuola per sordi e ciechi aperta agli studenti di colore. Ray impara a leggere e scrivere in braille, a suonare la tromba e il sassofono e nasce un amore assoluto per il jazz e il blues.

Nel 1945 un altro colpo pesante mina la sua serenità: muore la madre e resta completamente solo. Ray ha soli quindici anni. Decide di iniziare a viaggiare, da Jacksonville a Tampa, da Seattle a Los Angeles. Vive di povertà e di musica, ma giorno dopo giorno il suo talento cresce fino al successo.

Nel 1952 firma contratti con le più importanti etichette musicali e nel 1960 vince quattro Grammy Award scalando la vetta di tutte le classifiche, con la canzone "Georgia on My Mind".

Il successo però è accompagnato dalla dipendenza dalla droga, cominciata dopo la morte della madre e accompagnata da svariati arresti. Ray è un uomo forte e così decide di disintossicarsi presso una clinica di Los Angeles e nel 1980 è uno degli attori della fortunata pellicola "The Blues Brothers".

Il mito Charles è più vivo che mai. Con il suo soul e la sua musica, ha sconfitto le tenebre della sua vita. Il ragazzino solo, cieco e nero resta per sempre nella storia musicale di tutti i tempi. Una frase celebre di Ray è:

Cos’è il soul? È come l’elettricità. Non sappiamo cosa sia, ma ha tanta energia da illuminare una stanza.

Anche questa volta abbiamo conosciuto la vita di chi, considerato da ragazzo lo "scemo del villaggio", da grande è diventato "genio del mondo".

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