Lo schianto mette ko la Centrale: 30 treni deviati

Treni in ritardo, tre cancellati e una trentina deviati a Lambrate e Garibaldi, centinaia di passeggeri attoniti davanti ai tabelloni che minuto dopo minuto aggiornavano la mappa dei ritardi. File chilometriche alle biglietterie e addetti al servizio assediati dai viaggiatori. Ore 11 di ieri mattina, benvenuti in stazione Centrale all’indomani dell’incidente ferroviario che domenica sera ha visto una motrice trascinare giù dal ponte di viale Monza due vagoni. Allo scalo ferroviario di viale Monza, all’altezza dei civici dal 90 - 101 vigili del fuoco, tecnici e operai sono al lavoro per cercare di rimuovere i binari e riallacciare i cavi dell’alimentazione elettrica divelti dall’urto. I treni vanno e vengono dalla Centrale sull’unico binario rimasto agibile, a senso alternato, creando l’effetto imbuto. Verso le 18 è stato liberato uno dei due binari interessati dall’incidente, anche se solo questa mattina il traffico è tornato alla normalità.
«Se fosse stato un treno merci - il pensiero dei residenti in via Popoli Uniti 8, via Merano, viale Monza - sarebbe stata una tragedia come a Livorno». Ancora da capire come il treno abbia fatto a scivolare e a finire giù dalla scarpata, distruggendo parte del deposito della Verdil, negozio di ceramiche, e una parte nel giardino condominiale di via Popoli Uniti 8. I fatti: il treno in servizio regionale, infatti, arriva in stazione Centrale alle 22,20 di domenica, scarica i passeggeri per dirigersi verso i binari di ricovero. Durante le manovre la motrice non rispetta il segnale di stop e prosegue abbattendo il blocco di cemento a chiusura del binario. A quel punto è buio. Il treno deraglia: due dei cinque binari cadono dal cavalcavia, gli altri rimangono di traverso bloccando la circolazione. Scatta l’allarme e un treno passeggeri, carico di persone, in arrivo in direzione dei binari rovesciati si blocca.
Due le inchieste aperte per chiarire le dinamiche dell’incidente: un’indagine amministrativa, condotta dalla Polfer per le ferrovie dello Stato e una seconda richiesta dal presidente della Regione, mentre il vicesindaco Riccardo De Corato ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro dei Trasporti, Altero Matteoli. Errore umano o tecnico? Il macchinista, inquadrato come «primo agente», quindi con qualche anno di esperienza alle spalle, durante l’interrogatorio ha dichiarato di essere sceso dalla motrice - «una 464, ovvero una macchina elettronica di ultima generazione» assicura Francesco Ferrante, segretario regionale Fit - per togliere dai binari un dispositivo tecnico e che il treno sarebbe ripartito da solo. «Ma i fantasmi non esistono» commenta Ferrante. Fonti di polizia giudiziaria confermano che il macchinista sarebbe sceso dal treno prima del deragliamento, ma escludono che la motrice si sia messa in moto da sola. Dal verbale dei vigili del fuoco, però, risulta che il macchinista, ancora in stato di choc e con contusioni alle mani, sia uscito da solo dalle lamiere.
In attesa di una consulenza tecnica, sembra plausibile una prima iscrizione a carico di ignoti per disastro ferroviario colposo, ma i notevoli disagi arrecati alla circolazione portano gli inquirenti a ipotizzare anche l’interruzione di pubblico servizio.