Un destino che stringe e poi mette alla prova. Una campionessa che sfida il dolore, una ragazzina che scopre quanto può essere crudele la neve. Oggi gli occhi sono tutti su Federica Brignone, Fede per tutti: si tuffa dal cancelletto del gigante con il peso di un interrogativo che vale una carriera. Domani parlerà in conferenza stampa. E se fosse l’addio? Vinco e mi ritiro. La tentazione è lì, sospesa tra l’oro che luccica al collo e quella gamba martoriata dall’infortunio più incredibile della sua storia sportiva, ancora gonfia di dolore dieci mesi dopo. Mentre Fede combatte con il proprio corpo e con la scelta più difficile, un’altra storia corre in parallelo. È quella di Giada D’Antonio, 16 anni, la più giovane del gruppo, lo sguardo pieno di futuro. Per lei la montagna si è fatta improvvisamente ripida a Dobbiaco, durante un allenamento. Una caduta, il ginocchio destro che cede, il silenzio che cala sul pendio. La risonanza parla di trauma distorsivo con rottura del legamento crociato anteriore. Tradotto: stagione finita. Niente slalom mercoledì, niente sogni da inseguire in pista, niente rivincite immediate.
Eppure Giada, ragazza napoletana di Sebastiano al Vesuvio, un frammento di Olimpiade lo aveva già assaporato.
Aveva debuttato nella combinata a squadre, tra i pali stretti, in coppia con Nadia Delago. A metà tracciato l’inforcata, uno sci perso, la manche non con clusa. Un errore che brucia, ma che oggi pesa meno del verdetto medico. La sua avventura si chiude così, prima ancora di cominciare davvero. Lo sport sa essere spietato e meraviglioso nello stesso istante.
Destini paralleli, dicevamo. Fede veniva da un anno dorato, poi il grave infortunio. Giada dalla gioia di esserci alla scoperta del lato più duro dello sport, quello che ti costringe a guardarti dentro quando il cronometro non conta più. Una combatte per decidere quando fermarsi, l’altra è costretta a farlo troppo presto. Ma se c’è una lezione che la più giovane può imparare, è proprio guardando la stella: si cade, si soffre, si ricomincia. Oggi Brignone scenderà per vincere, forse per salutare, forse per rilanciare. Dopo l’oro in SuperG ha confessato di aver vissuto «giornate emotivamente bellissime ma toste», travolta dall’affetto. Ora cerca la stessa tranquillità, la stessa lucidità. Perché, addio o rilancio, Fede resta fedele a se stessa: «Sono arrivata a Cortina con poche certezze e poco allenamento, ma sono abituata a vivere situazioni del genere». D’Antonio inizierà la gara più lunga, quella della riabilitazione, lontano dai riflettori ma non dai sogni.