Il day after è quello dei divieti. Mentre Lindsey Vonn è stata già operata due volte, per ridurre la frattura scomposta al femore sinistro, poi per l’applicazione di un fissaggio esterno. In serata la campionessa rompe il silenzio: «Mi serviranno diversi interventi alla tibia, ma la vita è troppo breve per non rischiare». Vonn dovrebbe comunque restare in Italia ancora qualche tempo e i medici veneti sono in stretto contatto con quelli americani. Sono loro ad aver preferito a Belluno, l’ospedale di Treviso, a 70 km da Aviano dove ha sede la base militare Usa. Per alcuni esperti, ci vorranno almeno 3 mesi prima di poter tornare a una vita normale, figuriamoci all’agonismo. Che per il padre è terminato: «Ha 41 anni e questa è la fine della sua carriera. Finché avrò voce in capitolo, Lindsey non parteciperà più a gare di sci», ha sentenziato Alan Kildow, assicurando che la figlia è molto forte e sta gestendo bene la situazione.
Tanta la solidarietà per Linsdey. Il ministro per lo Sport Andrea Abodi le manda un messaggio, il presidente della regione Veneto, Alberto Stefani, le fa recapitare un mazzo di fiori. Yannik Sinner posta una foto con lei e scrive «pensando a te». Alberto Tomba ripete che il problema è stato a Crans Montana quando non si sarebbe dovuto correre. A questo proposito Joahn Eliasch, presidente della Federsci internazionale sottolinea, invece, la libertà di un atleta di decidere per se, anche se va detto, le condizioni quel giorno erano estreme.
Le compagne di Lindsey, per bocca di Breezy Johnson - che, nel giorno più nero a stelle e strisce, ha almeno portato il lampo d’oro della medaglia - , si trincerano dietro ad un laconico: «Gli incidenti sono la parte brutta del nostro sport». Sofia Goggia, amica di Vonn, ha provato a spiegare il suo «folle volo» da all or nothing: «Se non fai di tutto alle Olimpiadi per inseguire i tuoi sogni, allora quando? ».