Scienza Ecco come è fatto il loro corpo

«Pur in presenza di ermafroditismo, cioè di quella rara forma per cui nell’essere umano si ha la presenza contemporanea delle ghiandole genitali sia femminili sia maschili, la linea di confine tra un sesso e l’altro sta nel Dna: se c’è il cromosoma Y è un uomo». Non ha dubbi a questo proposito Paolo Giorgi, medico e andrologo dell’Istituto di ricerche cliniche di Empoli. A proposito della vicenda dell’atleta sudafricana Caster Semenya, campionessa del mondo negli 800 metri femminili, lo specialista aggiunge: «Occorre vedere se è stata fatta la mappa cromosomica e se è stata fatta correttamente».
Ma andiamo con ordine, che differenza corre tra ermafroditismo vero e pseudo? «Nel primo caso, molto raro, si registra nell’organismo la presenza simultanea di tessuto testicolare e ovarico. Hanno, in altre parole ghiandole genitali femminili e maschili, oppure una grande gonade (un’unica ghiandola, ndr) in grado di produrre sia spermatozoi, sia uova. In un soggetto, per esempio, si può osservare un testicolo e all’interno della pancia un ovaio. Oppure i tessuti possono trovarsi uniti in una specie di grande ovaio che presenta tessuti di un tipo e dell’altro. In questi casi, di genitali ambigui, si ha generalmente uno sviluppo femminile e l’ambiguità porta fin dalla nascita a registrare il neonato come donna», precisa lo specialista. Meno rari sono i casi pseudoermafroditismo e la letteratura scientifica distingue tra pseudoermafroditismo femminile o femmina molto mascolina e pseudoermafroditismo maschile o maschio molto poco mascolino. «Nel primo caso, il più frequente, i segni più evidenti sono un aumento del volume del clitoride che può raggiungere le dimensioni di un fallo; la presenza di unico orifizio genitale e uretrale; grandi labbra iperpigmentate e con la stessa rugosità della cute scrotale. Ma gli organi pelvici - precisa Giorgi - sono femminili». Secondo lo specialista, in assenza di cure «si assiste a una rapida crescita delle masse muscolari». «Lo pseudoermafroditismo maschile, invece, è caratterizzato da una incompleta virilizzazione. Nel Dna del soggetto è presente il cromosoma Y, ci possono essere i testicoli, sia interni sia esterni, ci può anche essere la vagina, ma quello che non funziona è il testosterone e possono avere caratteristiche più o meno evidenti proprio in relazione al cattivo funzionamento del principale ormone maschile».

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