SE LE IENE DIVENTANO MORALISTE

Come sono diventate pedanti, le Iene (giovedì su Italia Uno, ore 21). Niente a che vedere, ormai, con gli ex ragazzacci spumeggianti e creativi che si muovevano con sapida irriverenza nella giungla televisiva senza avere ancora preso la deriva attuale, sempre più moralistica e predicatoria. A volte sembrano cadere dal pero, o scoprire l'acqua calda. Come nell'ultimo controverso caso del «personaggio noto» che avrebbe cercato di approfittarsi delle grazie di una aspirante protagonista del mondo dello spettacolo. Il personaggio sarebbe Amedeo Goria, che ha ottenuto dal giudice di interrompere, almeno per il momento, la corsa al massacro mediatico. Ma le Iene hanno subito detto, in trasmissione, che convinceranno il giudice a ravvedersi, mostrando documentazioni inoppugnabili. E così assisteremo, probabilmente, ad altri capitoli di una telenovela che rischierà di diventare un attacco «ad personam» (come spesso avviene in questi casi) anziché limitarsi a sollevare l'eventuale marcio segnalandolo agli organi competenti. E poi basta, senza farla tanto lunga, senza bearsi di aver scoperto chissà quali novità e senza pretendere di ergersi a moralizzatori. C'è non a caso un personaggio delle Iene che si chiama così, «il moralizzatore», e che non si accorge di essere diventato, con umorismo involontario, l'emblema tangibile di ciò in cui si sono trasformate le iene, che da tempo difettano di leggerezza. Eleganti non sono mai state, e non era nemmeno giusto chiederlo. Ma quando si blocca per strada un personaggio pur tante volte criticabile e giustamente criticato come Paolo Crepet e lo si tiene inchiodato per interminabili minuti a rimproverargli di non aver denunciato il nome di chi gli ha raccomandato una concorrente di Miss Italia, si rischia di parteggiare per lui, anziché per l'inquisitore. E se le Iene giungono a tanto (farci solidarizzare con Crepet) significa che hanno davvero passato il segno. Per non parlare di Enrico Lucci, stralunato e un tempo efficace personaggio appartenente alla stirpe di successo dei finti scemi, ora ridotto a prendere in giro pesci sempre più piccoli del mondo dello spettacolo, con petulanza sfibrante. O come il Trio Medusa, che alterna servizi efficaci anche se già abbastanza «visti» (i vigili di Napoli che girano in moto senza casco e in contromano) a un'altra scoperta dell'acqua calda: il wrestling accusato di essere «finto» (ma dai... davvero?). Preferiamo pensare che le Iene siano ancora in vacanza, e che queste prime puntate siano solo dei numeri zero, tanto per fare rodaggio. Anche se è probabile che l'effetto dirompente con cui hanno fatto irruzione nel mondo televisivo con originale freschezza sia solo un ricordo, macinato dalla dura legge della routine.

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