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Una feroce satira anti woke

La protagonista senza nome della vicenda, è chiamata semplicemente M, è una professoressa di inglese poco sopra i cinquanta, con il blocco, ormai diventato cronico, della scrittrice

Una feroce satira anti woke
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Netflix mette in campo una serie con una certa dose di pepe. Si intitola Vladimir e esplora una passione di mezza età con la giusta dose di ironia e cinismo. La protagonista senza nome della vicenda, è chiamata semplicemente M, è una professoressa di inglese poco sopra i cinquanta, con il blocco,ormai diventato cronico, della scrittrice e un'insicurezza crescente data dalla proverbiale crisi di mezz'età. Avendo trascorso decenni senza riuscire produrre un seguito al suo libro di esordio, si è accontentata di guadagnarsi da vivere con le lezioni al college, sino a quel momento se non altro apprezzatissime dalle allieve.

Madre di una ragazza bisessuale, è sposata con John, un collega molto magnetico, e un po' più agé, con cui ha un rapporto da coppia aperta. L'uomo in passato ha avuto svariati amorazzi, persino seducendo alcune delle sue studentesse. Ora però questi abusi rischiano di travolgerlo, con un'udienza che potrebbe compromettere non soltanto la sua carriera accademica ma anche quella di M.

La protagonista, però, sempre più dissociata, trova disastrosa distrazione da tutti questi guai con l'arrivo di Vladimir Vladinski, un giovane insegnante di origini russe decisamente belloccio e che diventa ben presto oggetto della sua ossessione. Il risultato è una satira molto feroce dell'intellighentia radical chic, a interpretare M una Rachel Weisz in stato di grazia.

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