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Serialità

Da "impiegato" a infiltrato

Si tratta di sei episodi, scritti da Neil Forsyth, che prendono le mosse da una vera operazione antidroga messa in campo in Gran Bretagna nei primi anni Novanta

Da "impiegato" a infiltrato

Ci sono serie che stordiscono lo spettatore con una scarica di colpi di scena, soprattutto nella prima puntata, e altre che carburano più lentamente, magari grazie a una trama insinuante che cresce episodio dopo episodio. La nuova miniserie disponibile su Netflix, dal titolo Legends, appartiene al secondo genere.

Si tratta di sei episodi, scritti da Neil Forsyth, che prendono le mosse da una vera operazione antidroga messa in campo in Gran Bretagna nei primi anni Novanta. La trama si dipana negli ultimi anni del governo Thatcher, all'interno di un'Inghilterra dove si sta innalzando il divario sociale e l'eroina sta tornando ad essere un flagello (il contesto del famosissimo film Trainspotting). Per fermare il traffico un agente, di nome Don, viene incaricato di creare un gruppo sotto copertura a partire da un gruppo di oscuri poliziotti doganali senza arte né parte, insomma quasi degli impiegati, e di infiltrare così il complesso mondo dello spaccio internazionale. Le legends del titolo sono proprio le false identità di chi opera sotto copertura.

La cosa che rende la serie interessante è che siamo agli antipodi dal superomismo delle serie poliziesche a stelle e strisce. Questi agenti sono umanissimi, sbagliano di continuo e rischiano sempre di far saltare il banco. A rendere il tutto veramente godibile c'è poi il sempre altissimo livello di recitazione degli attori delle serie britanniche.

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